Tuesday, March 14, 2006

Pensieri analfabeti

Ho problemi a dissolvere la nebbia che mi attira di notte.
Mi sveglio al mattino col cuore avvolto da metri di scotch e una scomoda idea di fuga a dirotto.

Pruriginosi pensieri di abbandono.

Tu siedi scomposto al tavolo e scrivi numeri e segni.
Io fatico a trovare un ritmo vitale che mi sostenga domani.
Oggi lo stesso.
Mi sento come una viaggiatrice al rovescio e mi viene la nausea per tutti questi metri a testa in giù.

C'erano giorni in cui il tempo non andava avanti e per ogni pensiero non bastava una scatola.
C'era il sole e guardavo oltre il vetro un pesco striminzito, spoglio ad agosto. Dormivo su un divano coperto da stoffe peruviane sentendo un pianoforte preso a vivo. Mentre tu su un treno o su un lago fumavi o ridevi.

Ci sono giorni in cui c'è il sole.
E giorni in cui ci vedo tenerci stretti sotto il Sacro Cuore per proteggerci dal vento.
Giorni come questo in cui vorrei solo saperti qui, ma senza pressarti, per non dover andar via.
Per restare con te ancora mille istanti a guardare intiepiditi il soffitto.

Senza timore.
Vorrei lo sapessi.

Avanza paura per il bisogno che ancora ho di te, che vorrei non finisse, perchè resti, tra tutte, la cosa migliore che ho.

1 comment:

Marcello F. said...

Io ho un amico, lui è fatto soprattutto del dolore
Lui si sveglia, guida lavorare e casa posteriore e diritta di nuovo
Lui tagliò una volta uno dei miei incubi di carta
Io pensai che era bello, io lo misi su una coperta di record
Ed io tentai di dirgli che lui aveva un senso
Già , . . ripararsi dal vento.."

Di colore e composizione così magnifica
E lui disse grazie, per favore ma la sua adulazione
Veramente non sta divenendo, io
e i suoi occhi sono poveri, Lei è cieco, Lei vede
Nessuna bellezza mai sarebbe potuta venire da me
Io sono un spreco
Di alito, di spazio, di tempo