Monday, July 16, 2007

Allora abbracciami da lontano.


Domenica.

Mi sono svegliata vicino al gatto sognando ancora di qualcosa fuori posto.
Qualcuno fuori tirava fuoriosamente le tende per ripararsi dal caldo.

Ieri.
Le mani nel sacco.
Mi sono tagliata un dito con Bilal cercando di trovare una frase da scriverti.
Accarezzando il gatto ne sento i lembi tirare.

Ricordo i piedi, i nasi e i capelli.
Perfettamente composti.

È l'euforia.

Lo spazio mantenuto.
Terrificante sublime.
Vicino quanto basta a farmi vibrare.
E di luce azzurra mi accendo, mentre pallido e fioco albeggi di viola.

Saturday, July 7, 2007

Out of fit



La vita che era di sempre, a bolle di incandescenza.

La sera prima di andare a dormire mi lavo la faccia.
La sera prima di andare a dormire mi strizzo la milza.
Mi lavo i piedi e cerco una rotta.
Ma poi resto ferma.
Torno indietro.
Mi perdo.
Ritorno.
Riprovo.
Mi perdo di nuovo.

Così fino a che non smarrisco le scarpe.

Allora mi lavo i piedi ancora una volta, con lentezza, perchè detesto l'umido tra le dita dei piedi.
Mi fa sentire ammuffita.

Oggi sono andata al mercato e ho comprato tre paia di scarpe.

Una per l'est.
Una per l'ovest.
L'altra che va dritta davanti a me.

Pare che io invece resti ferma, o almeno così mi han detto.

Thursday, July 5, 2007

Bistecche al sangue

Viva la spiaggia.

Viva il mare, le zoccole con il culo di fuori, i tanga inguinali che lasciano intravedere peli incarniti, la gioventù mondana di sto cazzo che va a ballare con le infradito e la birra gelida di frigo.

Viva le strade intasate, il traffico orrendo, le curve tagliate, i sorpassi pericolosi e le strombazzate da terroni.

Viva il milanese con la scarpina prada, viva il torinese con la braga sotto il sedere, viva il sanremese con l'occhiale house e la cicca in bocca.

Viva Sanremo.

A ma dai, se sei nata a Sanremo allora ti piacciono i fiori.

A ma dai, se sei nata a Sanremo allora ti piace cantare.

A ma dai, se sei nata a Sanremo. Sei mai stata al Festival?

Oddio soffoco. Oddio affogo. Oddio sto per fare una strage familiare.

Ma se ammazzi un parente vai lo stesso in galera?
Ma se ammazzi un parente nevrastenico ti danno le attenuanti?

Prati, colli, foreste.
Steppa. Tundra. Tajgà.

A casa.
A casa.
A casa presto che è tardi.

A casa, di ritorno da te.

Thursday, May 31, 2007

Hot-burnt

Questo solarium continuo.
Queste bruciature artificiali di malocchi e intelligenze alquanto discutibili.
Queste lampade puntate negli occhi, nel naso a scavare ogni solco, ogni pertugio. Scoprire anche cio` che non vi riguarda.

Domani e` il mio ultimo giorno.
Domani saluto tutti e metto le scarpe in un sacchetto.

Domani basta puttane.

Nel frattempo per strada e` pieno di porno-cameriere che festeggiano il loro ultimo giorno di scuola.

Piove e io mi abbronzo.

Thursday, April 12, 2007

à la maison


Queste cose, queste abitudini, questi posti che conosco a menadito...

Quest'Italia per qualche giorno...

Eppure non è più casa.

E questa che vedete non sono più io.

Friday, March 23, 2007

Все буде добре


Gli alieni che arrivano.

Due settimane ancora e poi a casa. Per feste, capretti, agnelli dai grandi occhi e esami vetusti.

Sono giorni di vento pioggia e sole.
Io ho il raffreddore.
Curo Roman con cibo normale e la sua pelle si e` fatta splendida.
Curo me stessa con pillole varie dagli effetti svariati che forse mi faran diventare verde pisello.

Per il futuro vedremo.

Oggi mi sdraio all'indietro e guardo gli alieni volare.

Saturday, March 17, 2007

Cosa vuoi da queste mani?



Voglio solo corrergli incontro.

Roman



Cosa vuoi da questo specchio?

Voglio solo guardare.

Friday, March 9, 2007

Le farfalle hanno ali non fiocchi

Colla.
Colla per pelle.
Colla per mani, per dita dei piedi.
Colla per occhi dalle grandi pupille.
Colla per denti che sorridono sempre.
Colla per braccia, per pance, per lingue.

Il passato scivola a fianco,
come un seno ormai troppo stanco per dare alcun frutto.

Ho guardato nel buio e ho visto illuminarsi le palpebre
accese da sprazzi che nemmeno vorrei indovinare.
Quello delle domande e` un gioco colmo di rischi
e andiamo azzuffandoci per un piatto assai ricco.
Non mi interessa chi vince.
Forse tu che non hai paura di niente.
Forse io che ho le braccia piu`lunghe.
Forse entrambi usciremo sconfitti o vincenti
ognuno sventolando una coppa o una faccia da funerale.

Colla.
Colla per otturazioni.
Colla per peli.
Colla per sospiri.
Colla per sorprese.

Mentre esci da questa porta non so
se e` piu` forte la paura di vederti restare
o di non vederti tornare.

Verdi foglie di vite.
Le vedremo sbocciare vicini.

Monday, January 22, 2007

La promenade del Repulisti

Gentili,
la mia vita qui tra le steppe ghiacciate non si destreggia putroppo tra amene gite in slitta e saune finlandesi.
Trascorro la maggiorparte del mio tempo nel clima tropicale del lavoro o tra gli spifferi casalinghi adempiendo ai piu` svariati doveri domestici. Lavaggio di vetri e tende. Rassettamento tappeti, resettaggio toilet. E cosi` procedendo.
In compenso ho molto tempo per pensare e per apprendere nuove tecniche da colf sopraffina.
Chi l'avrebbe mai detto...

Il clima lascia stupefatti. Piogge e venti ma temperature autunnali.

Ho scoperto delle patatine fritte dalla stranissima forma oblunga che sanno di dado da brodo ai funghi. Pazzesche!

Giovedi` ho preso una sbronza devastante che avrebbe ucciso un mammuth, ciononostante mi sono presentata puntuale alle 12 per la mia lezione di inglese con il signor Sasha, VIP student.

Insomma tutto procede con la tipica veemenza ubriaca ucraina. Pero` molto pulita.

Saluti. Ossequi. Dopobacennya.

Friday, January 5, 2007

Benvenuto in mia casssssssssa - entrate libero e franco e uscitene poi sano e salvo






















Cosi` fu la meta.
E con essa cavoli e sedie traballanti, vodka a bottigliate e improbabili tappeti multicolori.

Nello sgabuzzino c`era un budda cinese che ora siede in contemplazione nel bel mezzo del mio armadio padronale con rifiniture in plastica e ottone.

Il mio letto lo tengono su Gorkij e Dostoevskij perche` gli manca una gamba.
L'ho sempre saputo che la cultura era solo una grande rock'n'roll swindle.

Mercoledi` c'era gia` qualcuno pronto ad usurparmi una stanza, tanto e` grande - cosa te ne fai di tutto quello spazio.
Ma grazie no, non me la sento.
Vorrei vivermi, senza offesa, un po' di pacificata solitudine, un po' di me.

Vorrei vivere un po' fuori dalle balle, se no che scopo nel trovarsi nel paese dei balocchi radioattivi, in pieno inverno senza nemmeno uno sportello, ma dico uno che si chiuda come si deve?

Ebbene eccomi qui.

E io da quando sono arrivata non faccio altro che sentire Bela Lugosi sussurrare "benvenuto in mia caaaassssssssa".

Piu` Nosferatu per tutti e buon Natale!

Wednesday, December 13, 2006

Come carta assorbente

Tengo botta.
Mancano 15 giorni alla partenza e non mi pare.
Ancora in alto mare con seimila cose in fieri.
Perdo tempo.

In più oggi ho mal di testa.

Il gatto ha capito qualcosa.
Si siede sempre triste qui vicino.
Forse sa che me ne vado.

Tutto ha un mutevole aspetto.
Le cose, le facce, i miei brufoli.
Tutto cosparso da una nota di addio, di fretta, di non posso aspettare.

Ho comprato un orecchino a forma di dado.
Ora dormo sognando di vincere un premio alla fortuna più grande.
Che chi vince poi ha sempre ragione.

Monday, November 27, 2006

Monday, November 13, 2006

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo.
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Io che di te non so dire altro che "non capisco".
Tu che la notte non dormi, ma scalci, insolente, tra lenzuola non tue.

Come fossi qui.

Oggi china sul dorso, abbandonata alla ringhiera troppo bassa.
Fumando pensavo che potresti usarmi la grazia di lasciarmi libero il passo.
Di darmi la destra e sederti lontano.
Invece non molli la presa nemmeno domani.
Nemmeno la prossima volta.

Ti tralascio.
Eppure ti trovo ancora con le mani appese al mio collo.
Sei forse tu che non sai capire.

L'estate scorsa avevo una strana dipendenza dalla Coca Cola Light.
Quest'anno l'ho scambiata con te, che mi sfreghi e mi fomenti. Che mi squagli e mi raggiri. Che mi piaci e mi commuovi.
Che mi tieni ancorata a mille miglia di distanza, senza che nemmeno abbia scelto di volerlo.

Domani sarà giorno e tu, forse, saprai che sono proprio io la scelta che non sai fare.
Domani sarà giorno e io verrò.
Verrò.
E sarà luce.

Friday, November 10, 2006

Domani nella battaglia pensa a me...

...quando io ero mortale, e lascia cadere la tua lancia rugginosa.
Che io pesi domani sopra la tua anima, che io sia piombo dentro al tuo petto e finiscano i tuoi giorni in sanguinosa battaglia.

Domani nella battaglia pensa a me, dispera e muori


Ed è come un tuffo all'indietro,
ignaro dell'atterraggio.

Sentire la tua voce così, come nulla fosse.

Sono raggi di rugiada che bagnano il volto e lance, spade, alabarde e cotte.
Sono giorni che rifuggo il momento ed ecco che tu mi cerchi.
Io.
Stupefatta e infelice.

Un altro scontro fra te e me.
Peccato non resti nessuno.

Chissà se un giorno poi mi lascerai andare...

Friday, November 3, 2006

двадцятьчотири - 24

E furono ventiquattro in un giorno gelato col sole a picco e le dita che cascavano in tasca.

E furono ventiquattro e poche ore in un parco assolato su una panca di legno. Con labbra violette.

E furono ancora ventiquattro ridendo di disperazione strinati dal vento. Una birra, due e via.

Fosse perderti così.

Fosse una cosa facile.

Poi quella panca e le dita e tua sorella così magra. Io che ridevo.

Non ti sei dimenticato.

E furono ventiquattro in una notte, con la vodka e i cetrioli. Con il profumo e gli abbracci. Con Kerenskij.

E furono ventiquattro addi, ventiquattro lacrime, ventiquattro baci non dati.

Al ritorno poi vedremo se sarà giorno o sarà notte.

Sempre assenti.

Mai dimentichi.

Perchè d'amore si muore una volta sola.

Friday, October 20, 2006

Au contrair, mon ami.


Il venerdì si commenta da sè.

L'oculista mi ha guardato dentro la testa.
Dice che ho cicatrici anche in fondo alla retina.
E poi mi ha mandata in giro con delle pupille da strafatta che devo aver traumatizzato qualche mamma all'antica sul tram.

Che dio ci salvi la vista!

Mancano sette giorni e 21 ore all'incontro con la Pannocchia Royal.
Credo di aver molto riso al telefono oggi quando ha rischiato di strozzarsi con del succo di frutta.

Festeggeremo i miei 24.
Ci appenderemo a testa in giù ai fili per il bucato.
Berremo fino a non capire più nulla, nemmeno se il pane ci fa bene.
Io canterò Yellow Submarine come sempre quando non so cosa dire.
La regale pannocchia applaudirà e mi regalerà una rosa.

Poi credo faremo del sesso.

Questo sabato sera cinese.
Niente Hong Kong, solo Canton.
La signorina Bignè compie anche lei 20+4 anni.
Bisogna che si procuri un rastrello.
L'autunno porta foglie secche che intasano gli scarichi e i flussi integrati.
I diagrammi ad albero e le spighe di grano.

Ma voi il lunedì non dormite?

Ora si dà il caso che ritorni ai miei pipistrelli che calzano scarpe di panno e si fanno ritrarre dal signor Solzenicyn.

Quindi a voi, prego, un gran mal di testa e un mare di schiuma gelato su cui scivolare di pancia.

Tuesday, October 17, 2006

Lupi da prateria

Spero che tu stia bene.
Spero che tu stia bene in viaggio.
Spero che tu dimostri a tutti la persona migliore che sei.
La persona che perdona.
Che ragiona.
Che elabora.

Quanto a me corro fra i prati attendendo il giorno del pasto.
Come un lupo nella prateria.
Come Pugacioff il lupo della steppa per chi leggeva Tiramolla.

Alla fine ho sempre il consiglio migliore.
Anche per te.

Thursday, October 5, 2006

Thursday, September 28, 2006

Il passo lento del maratoneta

Ok.
Corro.
Corro.
Sono veloce.
Sono un lampo.
Sono io.
Sono io senza capelli.
Sono senza capelli perchè se no mi rallentano.
Lavarli pulirli pettinarli.

Corro.
Corro.
Corro.
E non mi stanco.
Nemmeno ci provo.
Anche se non vedo il prossimo ponte da attraversare, io corro.
Vado.
Delle volte mi fermo.
Un secondo.
Due.
Tre.
Al massimo.
Perchè non ti voglio perdere.
Non voglio seminarti lasciarti indietro scordare di venirti incontro.
Perchè ti penso e non ti trovo.
Perchè mi manchi e non ti sento.
Perchè ti sento e piango perchè mi manchi.
Allora corro e vado avanti.
Senza fiato.
Senza denti.
Senza armi di riserva.
Senza parrucche.

Dove sei rispondi.
Dove sei rispondi.
Dove sei.
Cazzo rispondi.
Ah eccoti.

Allora ti è piaciuta la lettera?
Certamente.

Ah.
Certamente.

Allora bene.
Intanto corro eh, che tra un mese arrivo.
No. No.
Non sono lacrime.
E' sudore!
Che credevi...

Arrivo.
Arrivo eh.

Prima o poi vedrai che arrivo.

Lo prometto.
Buonanotte tesoro buonanotte.

Monday, September 25, 2006

Qui dunque si assise la notte

Così la pioggia mi sveglia mentre mi guardo smagrire riflessa nel vetro.
Questa mattina buia e felice, lieta per aver arginato la rabbia.
Ho scritto un vocabolario nuovo di zecca, domani ti prendo e ti aggiungo alla voce "contento e forse un po' sciocco".
La pioggia non lascia feriti, fa strage di tutto.

Ti porto a dormire con me tra le falde leggere dei gatti e il frullio delle rondini, tra libellule e spago. O mia piccola, fragile me.

Sunday, September 24, 2006

Mettiti a novanta, dai ah-ah-ah.

Non scrivo, lo so.
Sono una stronza lavativa del cazzo.
Dormirei anche adesso se potessi.
Dormirei una settimana riversa a pancia in giu in lenzuola autopulenti che mi alimentino nel sonno.
Che comodità. Non voglio fare nemmeno lo sforzo di alzare una palpebra.

Sono stata al parco un'oretta. Giusto il tempo di farmi venire un po' di allegria e starnutire di getto. Prima ero scomparsa per giorni, a telefoni spenti. Al parco c'era gente come me, che quando corre si vede che non ce la fa.
Gente che arranca.

Ho la sensazione di essermi dimenticata qualcosa. Qualcosa di serio. Ma non riesco a riordinare la mente. Lascio che la bestia si impadronisca di me, che mi faccia a striscioline di carta per poi usarmi per accendere il camino che tanto ormai è stagione.
Fa piacere, fa sempre piacere. Come perdermi in idee mastodontiche e non riuscire a scrivere intero il mio nome.

Domani, già che ci sono, vado a fare la spesa e compro un cd un po'porno travestito da corso di yoga da sparare a tutto volume quando la figlia dei vicini piange la notte.
Il sesso degli altri coadiuva il sonno - mi dicono.

Buona notte dunque.

Friday, September 22, 2006

Tuesday, September 12, 2006

Buffonade

Saturday, August 26, 2006

La-Luna-Li-Vede

Ora è come trovarsi appesi sull'orlo di un pozzo e non sapere come si è arrivati fin lì.

Insospettatamente priva di nembi.
Cosparsa di cera e di talco verdino.
Mi addormento con a fianco il mio gatto.

Sunday, July 30, 2006

Bratislava

Atmosfera rarefatta.
Pubblicita' formato grattacielo.
Poca gente e la domenica i biglietti del tram durano 45 minuti invece di 30.
Sta notte siamo stati svegliati da una masnada di neozelandesi in festa. Tutta la mia predisposizione al sociale si e` volatilizzata d`incanto. Li ho pregato di proseguire la loro conversazione dai caratteri decisamente ameni dentro la loro stanza. Mi sono trattenuta dall`appiccare loro fuoco seduta stante. Insomma, sono stata una signora.
Viva la birra!

Che dio ce la mandi buona...

Thursday, July 20, 2006

Klaustrophobia

Tuesday, July 18, 2006

Enjoy emptyness

Sunday, July 9, 2006

Costellazioni idrospaziali.

Vincono.
E gli occhi si trasformano.
Da anima a cinghiale.
Ritorno prenotato con fermata anticipata.
E niente svincolo.
Sempre retti fino a sera.

Sta sera la luna è troppo grande e quasi quasi mi ci affogo.
L'altra notte mi risveglio con l'orrenda sensazione di annegare in una pozza larga circa un metro e mezzo.
Oggi quindi mi premuro e mi maschero la faccia con l'argilla.

Spolvero Omero.
Non lo trovo preparato quindi lo uccido.
Lo ripongo sull'ultimo scaffale.
Nel mentre macchio d'unto i pantaloni e mi abbandono alla bestemmia.
Domenica inutile insensata.
Viaggio cosmico nel niente.

Riaffiora cosparsa di cosmo la casta dei casti blasfemi.

Io invece mi annacquo con stile.

Friday, July 7, 2006

E così sia.

Thursday, July 6, 2006

Vorrei andarmene dal Papa



La vodka non basta. In certi casi servirebbe di più.
Per questo sta sera da sola mi lacco le unghie di rosso fiammante.
Perchè può darsi non possa farlo mai più.

Accarezzo l'idea di rasarmi la testa e vestirmi di verde smeraldo.
Poi di scagliarmi con forza contro un cavallo che va un po' al passo e un po' al trotto.
Di fargli BU!
E... cucusettete!
Infine mi vedo sgattare di brutto appoggiata ad un palo per lo spavento.

Chissà che solventi hanno messo in questo cazzo di smalto.

Mi annuso le unghie e vado a dormire

I quizz mi hanno sempre perplesso

According to the "Which Big Lebowski character are you?" quiz:




Why don't you check it out? Or we cut off your Johnson!

Wednesday, June 28, 2006

Io odio Andy Warhol


Quindi cosa accade?

La gente muore e si sposa.
Tutto in un attimo e senza preavviso, quasi come fosse normale.

Schiacciandoti un punto nero ti accorgi che qualcosa non va.
Magari ti manca la faccia.
Oppure hai un fagiolo nel ventre.

Ormai la mia Occupazione Principale è mettermi le dita nel naso sperando di trovare qualcosa di buono là in fondo.
Magari un bambino o un cane peloso.
Magari un mammuth che potrebbe ridarmi prestigio.

A Natale non manca poi molto ed ho voglia di patate fritte.

Basta avere pazienza e aspettarsi un miracolo.

Wednesday, June 21, 2006

My best friend, Jhonny Walker

Questo lavoro mi rende infelice.
Questo lavoro mi ammorba come un'ascella che non conosce sapone da Pasqua a Natale.
Questo lavoro è la piaga che spurga ogni mattina macchiando la mia sottoveste di seta.

La mia capa è il batterio saprofita che succhia via la ninfa vitale anche dai morti.
Ed è da un po' che mi sento cadavere.

Inutile nevrotica stolta.

Che poi dico, passi il fatto che si mastica le mie penne,
che si mastica le gomme rendendole inservibili,
che mette i piedi nudi sulla mia sedia,
che quando beve l'acqua gasata fa i ruttini,
ma la scala Pantone in bocca NO.

E che cazzo.

La scala Pantone in bocca non si può.

Monday, June 19, 2006

Con cortese anticipo


Ci ritrovo quasi per caso. Chè mi ero dimenticata che figata fosse buttare via il tempo con te...

Sunday, June 18, 2006

Pavlov pà piciu

Tossicchia fanfaluca convinta di convincere te.
Non sei buona nemmeno ad ammaccare una mela.


Immunità per certi pensieri violenti come "Possesso" o "Passione".
Invece a sorpresa, ma solo per un momento, per poi diventare gomma per falangi e meningi.

Reagisco a stimoli e impulsi preordinati raccolti in volumi numerati dal dodici al sette.
Come una cagna di Pavlov ma senza boccone di premio.

Abbaia scodinzola succhia mordi attacca.


Barista, dammi il solito.
Ti prego perchè la domenica non mi cresce la barba.

SIE-GAY-L PRIDE

Monday, May 29, 2006

Collaterale

Una cosa è per il bene.
L'altra è per il male.

Da qualsiasi lato la guardi non ha forma, non ha senso, non ha scienza nè tantomeno esperimento.

Questa fiaccola di ammonio che arde flebile e consuma.

Così scatola infiammabile contengo.

Rannicchiata tra i tentacoli del vento la speranza che alla fine tutto quanto bruci in fretta.

Monday, May 22, 2006

Dernieres Symptomes

Wednesday, May 17, 2006

Fashion and victims

In un film Nanni Moretti guardava i piedi della gente passare da un lucernario.
Da questa nuova postazione faccio lo stesso, ma rispetto ad allora nessuno più indossa espadrillas.

Wednesday, May 10, 2006

Oh capitano mio capitano!

Fuori maggio.

Dentro novembre.

Come le foglie che stramazzano e la notte angusta e gobba per il ghiaccio.
E io dormo con la zucca fra cuscini a balze e calzini felpati rossi per non rischiare di smarrire i piedi al buio.

Oggi è un giorno qualunque.
Speso a sgretolare le dita come gessi alla lavagna.
Speso a gomitoli e guanti.
Speso come si spende una cosa così.
Che non vale niente.

Oh capitano, mio capitano!
Canto l'inno ai tappi per le orecchie.
Ai bastoncini del caffè.
Alle tegole sui tetti.

Alle spalle incappucciate dentro plaid di pile azzurro.
E alle luci stroboscopiche che mi ronzano negli occhi.

Canto un inno anche per te, che sorridi la domenica abbracciandoti al TG.
Salvagente nella nebbia.

Così poi ci troveremo tutti insieme a contare gli eremiti.

Monday, April 17, 2006

Російська Революція

Dunque, la situazione è più o meno questa.
C'è la guerra civile.
Vladimir Il'iċ, meglio noto come Lenin pensa che affamare i contadini e epurare gli oppositori sia un passo necessario per rafforzare la rivoluzione.
La gente si spara, si ammazza, si scuoia, si appende agli alberi a testa in giù.
Un bel corrollario di porcate.
Una tale socialrivoluzionariadisinistraebrea Fanny Kaplan spara tre colpi di pistola addosso a Lenin.
Ma egli non muore.

Che disdetta.



Je ne sais pas où je vais, mais j'y vais resolutement

Monday, April 3, 2006

Lucciole per lamponi.

Stupore nel sentirti mancare, diverso, presente.
Collego gli stralci di un nostro avvenire, con te che sorridi ed io a braccia conserte.
Favole colte di lusso. E giorni di fragole e mele.

Chi di notte si perde nei boschi e poi si sveglia in una stanza piena di sole.
Non devono averlo scordato balene polpi e sirene quanto mi piace starti a sentire e contare le briciole in cielo se la sera tarda a venire.

Quando avevo sei anni non avevo due denti davanti. Poi sono cresciuti. Uno alto e uno basso.
Talvolta mi vedo ancora così, con le dita educatamente nel naso.
Tu invece scommetto che portavi già la cravatta e moltiplicavi le rane al quadrato.

Ho mandato un biglietto alle stelle senza nemmeno domandarmi perchè. L'ho serrato in un palloncino di lattice che tenevo con tre nastri intrecciati. Ricordo di averlo mollato, ma senza guardare che direzione prendeva.

Invece tu hai uno spessore gradito al contatto, che valuto ogni volta con circospezione.
Mentre sorridi ancora una volta... buona notte buona notte buona notte.

Per ogni sconfitta una vittoria...

Oggi sono tornata a casa veramente incazzata.
Ho ritirato un atto giudiziario che mi impone di pagare 71€+9,82€ per aver parcheggiato la vespa sul marciapiede di corso novara 45 il 9 novembre 2005 laddove di solito campeggiano zingari, montagne di munnezza e puttane (tant'è che alle volte mi preoccupa il fatto che qualcuno possa sbattersi la zozza lì, sul mio sellino Piaggio).

A costo di sembrare Don Chisciotte contro i mulini a vento mi lancerò in una guerra all'ultimo sangue contro questi vigili maledetti che invece di farsi irretire dalla signora professionista o farsi sfilare il portafoglio dal signor zingaro multano la sottoscritta, onesta cittadina colpevole solo di non volersi far ciulare il suo unico mezzo di trasporto.

Vi odio tutti bastardi!

A seguire è esploso in me il bisogno di vendetta.
Sono scesa in cortile armata di spic e span e con l'abilità di mastrolindo ho nettato la signora vespa, l'ho portata a pranzo fuori e le ho persino gonfiato le gomme.

Dopo quattro mesi di letargo Gelinda è tornata a colpire.

Al primo colpo di pedale sonora si è impennata e scoppiettando come una manciata di raudi mi ha portato via in un'infinita sequenza di contromano, inversioni a U, sorpassi pericolosi, rossi bruciati, bambini investiti e vecchiette rapinate.

Ma mai, MAI più, una sosta su un marciapiede.

Tuesday, March 28, 2006

Ci tengo ad aggiungere che le statistiche dicono che la gente arriva qui cercando:

colla per manifesti 9 8,33%
cazzi flosci 5 4,63%
images 4 3,70%
"colla per manifesti" 4 3,70%
colla manifesti 3 2,78%
la quiete la fine non è la fine 3 2,78%
"in culo oggi no" 2 1,85%
cilicio 2 1,85%
leghe ho camminato 2 1,85%
mani screpolate 2 1,85%
persone smarrite 2 1,85%
siringa 2 1,85%
sono brutta 2 1,85%
"cinema bianchini" 1 0,93%
"colla per manifesti " 1 0,93%
"colla"manifesti 1 0,93%
"naso rosso" 1 0,93%
"non ho amici" 1 0,93%
"piazza bodoni" "sabato sera" 1 0,93%
"platani" 1 0,93%
aforismi lavorativi 1 0,93%
biscotti digestive 1 0,93%
bottiglietta d acqua avvelenata 1 0,93%
bruchi verdi 1 0,93%
chi è john wayne 1 0,93%
cloppete 1 0,93%
coliche 1 0,93%
colpi di sonno 1 0,93%
consolato ucraino milano 1 0,93%
consolato ucraino roma 1 0,93%
cugine tettone 1 0,93%
divani in pelle di toro 1 0,93%
domenica 17 luglio 2005 il mio matrimonio 1 0,93%
fade out again blog 1 0,93%
fare colla per manifesti 1 0,93%
fumo di candeggina 1 0,93%
geranei bruchi 1 0,93%
ho metastasi dappertutto 1 0,93%
ikea di casablanca 1 0,93%
ikea+design+svedese 1 0,93%
il computer fa vomitare? 1 0,93%
in culo oggi no 1 0,93%
kanederlo 1 0,93%
la fine non è la fine 1 0,93%
legume fosforescente 1 0,93%
lui mi sculaccia 1 0,93%
lutzk 1 0,93%
mamma mia che puzza scusate 1 0,93%
misantropa 1 0,93%
muchachevo 1 0,93%
mutande ghisa 1 0,93%
naso gelato 1 0,93%
naso rosso 1 0,93%
non ci sei 1 0,93%
non macchiare camicia con trucco 1 0,93%
numeri ucraini 1 0,93%
padre che sculaccia 1 0,93%
palloso 1 0,93%
perchè si fuma? 1 0,93%
pvada 1 0,93%
que es el mio epitelio? 1 0,93%
ricetta verze matte 1 0,93%
robe di kappa praga 1 0,93%
rotore e divergenza 1 0,93%
sale prova a centocelle 1 0,93%
scala tonale 1 0,93%
senza arti 1 0,93%
siringa nel culo 1 0,93%
siringa in culo ai bambini 1 0,93%
siringa nel culo 1 0,93%
siringhe nel culo di uomini 1 0,93%
souvenir ucraini 1 0,93%
squaquerello 1 0,93%
trasportare pacchi ikea trucchi 1 0,93%
ucraina lutzk 1 0,93%
violetta bauregarde 1 0,93%
voglia di scoreggiare 1 0,93%
voglio fumare 1 0,93%
vorrei sapere come si chiamava il cavallo di alessandro magno 1 0,93%
Totale 108 100,00%

Monday, March 27, 2006

Così mi lascio ferire

La natura viaggia secondo regole strane.
La mia mente ne segue altre.
Per questo lascio che nell'incavo del collo si formi una pozza tutte le volte che piango.
Perchè un giorno tu te ne accorga e possa toglierti la sete per sempre.

Tuesday, March 21, 2006

Rational thought, minimal knowledge

Ho trovato tra vecchie carte una moneta d'argento con Dante sul retro.
Credo me l'abbia regalata mia nonna.

Io non credo che la gente abbia bisogno di staccare i calcinacci dai muri e di trangugiarli.
Anche se manca tutto il calcio del sangue.
Ma la fame che mi divora mi spinge a mettere in bocca la moneta e a saggiare la sua storia microbica.

Credevo questo fosse qualcosa di sorpassato.

Invece mi angoscio ancora e ancora.
Soffermandomi davanti a uno specchio per vedere se il busto rientra in sè stesso. Se la braga sta larga. Se chissà quale altra diavoleria.

Davvero, pensavo di avere chiuso il capitolo.

Invece mi prendo alle spalle da sola.

Credo ci sia un vuoto di potere dentro di me che non mi fa comandare.

Credo spieghi anche certe involontarie secchezze. Alcuni spasmi alla bocca sul far delle sei che mi contorco e non mi muovo e mi sveglio dal male.

Credo,penso e so poco.

Per sicurezza ho riposto la moneta coi suoi microbi in un salvadanaio a forma di cane.
Non vorrei trovarmi un giorno senza argento nel sangue.

Thursday, March 16, 2006

Demente hairdo


Camminando di fronte a una camera oscura mi sono accorta di come il cervello ci faccia credere di camminare per terra quando in realtà abbiamo i piedi cuciti al soffitto.

Wednesday, March 15, 2006

KLIMAT VARIATIO

Tuesday, March 14, 2006

Pensieri analfabeti

Ho problemi a dissolvere la nebbia che mi attira di notte.
Mi sveglio al mattino col cuore avvolto da metri di scotch e una scomoda idea di fuga a dirotto.

Pruriginosi pensieri di abbandono.

Tu siedi scomposto al tavolo e scrivi numeri e segni.
Io fatico a trovare un ritmo vitale che mi sostenga domani.
Oggi lo stesso.
Mi sento come una viaggiatrice al rovescio e mi viene la nausea per tutti questi metri a testa in giù.

C'erano giorni in cui il tempo non andava avanti e per ogni pensiero non bastava una scatola.
C'era il sole e guardavo oltre il vetro un pesco striminzito, spoglio ad agosto. Dormivo su un divano coperto da stoffe peruviane sentendo un pianoforte preso a vivo. Mentre tu su un treno o su un lago fumavi o ridevi.

Ci sono giorni in cui c'è il sole.
E giorni in cui ci vedo tenerci stretti sotto il Sacro Cuore per proteggerci dal vento.
Giorni come questo in cui vorrei solo saperti qui, ma senza pressarti, per non dover andar via.
Per restare con te ancora mille istanti a guardare intiepiditi il soffitto.

Senza timore.
Vorrei lo sapessi.

Avanza paura per il bisogno che ancora ho di te, che vorrei non finisse, perchè resti, tra tutte, la cosa migliore che ho.

Tuesday, February 28, 2006

Low batteries

Arrivo alle quattro con la lingua fuori dai denti e gli occhi che roteano.
Mi preoccupo e mi affanno e non credo di aver nemmeno memoria di cosa vuol dire dormire un sonno tranquillo.
Per il resto fatica fatica fatica e qualche soddisfazione. Qualche. Non esageriamo.
Ora provo ad andare a letto, chè ho due birre calde e un the gelato sulla scrivania e l'idea mi repelle.
Domani staranno comunque meglio di me.

Monday, February 27, 2006

Attendovi numerosi

Saturday, February 18, 2006

Bis-crepando


Assai poco spirito olimpico, molto più sonno arretrato.
Buona notte mondo.

Friday, February 17, 2006

Noioso abbastanza. Moderato palloso.

Queste serate marocchine sembrano non finire mai.
Intrappolata tra una cassa e una lampada da 108 euro e 40 centesimi guardo passare armate di ragazzini che consumano the. Giovani torinesi che bevono Shirley Temple.
Io lì invece leggo Omero.
E mi tedio.

Appello per amici giovani e vecchi.
Portatemi ristoro all'Hafa Cafè prima che la noia mi faccia venire le rughe.

Wednesday, February 15, 2006

Chi è John Wayne? Sono io John Wayne.

Mi sconsola vederti indossare coturni maschere e tuniche.

Danzi la danza di John Wayne attorno al suo bicchiere di whiskey con il fedele fucile o la adorata pistola.

Ti guardo sparato come una mina perdere terra dai piedi.

Ti involvi però senza raTione e quante cose da dirti se le volessi sentire.

Ma no, mi trasformo in indiano e chissà magari esci fuori a darmi la caccia.

PUM! PUM!

Friday, February 3, 2006

Pianerottolo di una caverna

Ho visto in faccia il creato.
Affondato le dita nella terra salata.
Leccato la sabbia dagli angoli.

Ieri con le braccia svuotate ho visto un altro giorno scappare.
Volevo dirti che vedrai che non sei sola a guardare in faccia il nero che riflette.
Volevo dirti che non sei il solo a non avere spalle grandi abbastanza.

Volevo dirvi che ho assaggiato con la bocca il creato e che ha sempre il medesimo gusto di pesce frollato con sprazzi fioriti.

In fondo nella vita non serve un palato per saper scegliere le cose che ami.

Friday, January 27, 2006

Don't hold yourself in a so great esteem. You don't deserve it.

Se ora mi arrampico sul trespolo altro fare non posso se non vomitarvi in testa.

Questo è un fare assai modesto perchè delle vostre lettere maiuscole non ne faccio nemmeno un fascio di sterpi.

Sarò io a dire ciò che di Maiuscolo c'è.
Sarò io a incollarvi sull'iride l'innata etichetta che da sempre vi attaccano addosso.

Sfigati si nasce ragazzi, la differenza sta nell'accettare il fardello e saperlo indossare con stile.

Ora ditemi Condottieri del Nulla, Filosofi del Gorgonzola, Teorici della bottiglia di vino di Auchan, cosa abbiamo da dirci se non ciao, come va?
Vivi sempre dai tuoi? Combatti sempre al fianco dei giusti con bandiere bruciate e denunce mai prese?

Io, che mediocre son nata, dalla mia sedia accudita vi scruto e, dondolando annoiata la testa, vi giudico per quello che siete.

Infallibili e stupidi stronzi.

Tuesday, January 24, 2006

Nel caso che... non si sa mai.

Diciotto gradi e polvere gelata.
Il vuoto aumenta e il tremito è immoto, senza respiro.


Questo giorno manca di occhi per guardare.


Realizzerei un capitale vendendo ogni momento perso nel sogno di un incontro.
Qualcosa riguardo le solite parole dette di notte
con poco sonno da gustare tra un addio e un dopodomani.
Fanno rima soltanto con me che ti bacio sotto un portone.


Belle queste lacrime azzurre che ancora mi rigano il mento.


Credo di volerti parlare.
Per gustare il sapore del tabacco che fumi.
Per sentire che suoni Chopin con i limiti del caso.
Per tagliare in verticale il Camoscio d'oro e fare la pizza migliore.
Per pensare che posso abbandonarmi da un lato e sapere che mi raccogli con guanti di felpa.


Perciò ti guardo snocciolare i tuoi ossi e continuo a pensare che il mio posto è con te.

Sunday, January 22, 2006

Sacchetti di merda -

E' bello sapere che il lunedì prima o poi arriva nella sua veste di indice settimanale.

Difatti la domenica per sua natura fa sempre schifo.

Mi consolo pensando a quante ore strazianti mi allontanano dalla sveglia di domani.
Quanti altri minuti davanti allo stesso libro o a programmi televisivi annientanti.

Personifico oggi l'emblema del sacchetto di merda.

Non perchè non evacuo da sei settimane.

Piuttosto direi che sono un microclima microbiologico microbicamente appestante.

Dentro al mio sacchettino di plastica fa molto molto caldo.

Dentro al mio sacchettino di plastica ci sono liquidi e solidi in abbondanza, sapientemente rimestati dal mio battito cardiaco.

Dentro al mio sacchettino vige uno stato autarchico.
Produco consumo riciclo.

Dicono che mi hanno vista in una vetrina venduta abbinata ad una paletta.
Spero mi contattino per le Royalties.

Oggi personifico l'emblema di un sacchetto di merda della domenica.

Sono pronta ad esplodere sollevando una simpatica pioggia atomica.

Sunday, January 15, 2006

Jobì Jobà

C'è stato un tempo in cui ho pensato che cucirsi il naso alle orecchie fosse un buon metodo per non sentire.
Ho scoperto che in realtà il sistema migliore è cucire le orecchie al naso.
Tappano meglio i buchi e danno risultati estetici stupefacenti.

Tuesday, January 10, 2006

Horns and tails

Gray chairs cold but here for me
thankfully I don't miss your skin
or the way that you always have something to say
lose myself in you
cut it into you
with my rusty fingers
what I'd do for one more day
without you
I'm leaving again on metal heart breaker
all I wanted to say was
fuck you
miles away but you still seem to be here
I never took your eyes out of my bag


Mi sono alzata con questa canzone dei Poison the well in testa ed è buffo perchè non vuol dire niente per me.
Inoltre è un pezzo schitarroso e piagnone e oggi non mi sento nessuna di queste cose.

Oggi mi sento senza più un pelo addosso.

Monday, January 9, 2006

Guarda dove vai!

Friday, January 6, 2006

Ho sempre il naso rosso


Domani ti prego portami ancora con te.
Sottobraccio ti voglio guidare tra le strade e le piazze e i negozi.
E tornare poi a casa con le lacrime agli occhi ed un lungo naso gelato.

Friday, December 23, 2005

Buon natale del Cactus a tutti

Monday, December 12, 2005

Smack your face with my wide left hand

Affogata in densi strati di piume color tovaglia.
Che colore inutile il giallo se ti vesti solo di grigio.

La testa inutile screpolata dagli istanti in cui ti assenti.
Crederò di non vedere più il cielo, ma per sempre nere coperte pomeridiane assalite da orde festanti di lacrime.

Ogni tuo addio è una schiena appoggiata ad un muro.
Sorpresa da gelidi aculei di bucciato.
Graffi sulle dita. Neve, gelo e un soffio.

Così ho schiantato le ginocchia per terra, oggi.
Sempre in silenzio.
Ieri la faccia sulla tua spalla.
Per finire col declamare un inesorabile "Imbecille!"

E tu che mi intimi di piantarla con questa pantomima, signorina.

Tu, pelle di plantigrado avvolta intorno, infestonato di muschi e di licheni.
Nei mesi del letargo non ti lascio assopire.

Guardarti così, sfrondato, perdere linfa dagli occhi a grandi singhiozzi come un grande motore senza benzina.

Quest'amore così insensato.
Che se non fosse perchè ti amo allora ti prenderei a sberle sulla faccia usando intera la sinistra.
Fino a non ricordarmene più.
Chè per imparare quello che serve serviranno decenni. ma che io sappia non c'è fretta.

Wednesday, December 7, 2005

Aforismi lavorativi

Dunque.

C'è un fatto che mi assilla.

Questo fatto di fatto è il fatto di non fare in tempo a fare nulla di fatto.

Cazzo di Budda.

Wednesday, November 30, 2005

File/Transform/Automate/Batch

Così arrivo alla sera distrutta.
E senza un letto per dormire.
Ho una zampa storta e che non posso appoggiare.
Non parlatemi di scarpette di cristallo.
Porto solo stivali di gomma.
Ieri tutto sembrava a posto.
Oggi mi prude una scapola e non riesco a grattarmi.
Forse ho le braccia troppo corte.

Mi chiedevo se tutto va bene.
Non mi sento granchè.

Intrattengo corrispondenza avec le parole.
Non ho la lingua drogata.
Non me le ricordo.
Mi tocca scrivergli.

Giovedì sono andata a sentire Mahler.
La cosa strana è che mi è piaciuto.
Dondolavo persino la testa.
Balzellavo coi piedi.
Mancava solo che mi mettessi a ballare.
Soprattutto quel quarto movimento che il direttore tutto storto ha fatto durare dieci minuti più del richiesto.
Rotolavo e cambiavo peso specifico.
Un momento ero Azoto, quello dopo Uranio.
In ogni caso tossica.

Quindi Mahler.
E poi quello stronzo di Bach con le sue variazioni alle otto e mezzo del mattino che mi fanno diventare isterica.

SSSSState un po' zitti parrucconi schifosi.

Voglio dormire.

E poi lavarmi le orecchie.
Curarmi un ascesso.
O farmi crescere le branchie.

Vorrei poter non dir nulla a nessuno.
Parlare solo coi muri.
O forse coi termo.

Che col freddo che fa...

Wednesday, November 23, 2005

Estensione divina

E fu così che mi trovai con due mani e due braccia, perfettamente identiche, difformi solo nell'orientamento.

Trascorrevo ore ad osservarle, senza mai trovarci nulla che non fosse perfetto.

Un giorno languivo nell' estasi contemplativa dei miei arti, quando il sole di traverso a una tenda colpì dritto i miei palmi.

M'accorsi di colpo di solchi sottili scorretti difformi fendenti a frotte le mie pallide dita.

D'improvviso erano vecchie e poi scevre del loro blasonato pallore.

Lucide e scure.

Niente più delle dita consunte di una fattucchiera bantù.

Saturday, November 19, 2005

Mani screpolate

Thursday, November 17, 2005

Colpi di sonno

Ma poi mi scopro a pensare che nella notte è meglio soffermarsi a guardare le ombre che scivolano piano piuttosto che a contare le frasi che dici.

In fondo, chi lo sa dove andiamo.

Perchè il broccolo si assomiglia al cavolo...

Ho di fronte scenari cantierizi, fatti di polvere e nastri a strisce.
Le dita le porto zozze e appese al collo, come cornetti che posso spezzare all'occasione o come portafortuna.

Ieri ho guardato fuori dalla finestra e ho pensato che dopotutti sei piani non sono molti.
Dico sei piani di mestizia o sei piani di novità.

La produzione va a rilento perchè la vernice asciughi.
La facciata scrostata non attira acquirenti.
Allora una mano di crema idratante è quel che ci vuole.

Cammino e tintinno, tutti pensano chiavi, al moschettone attacco solo i tuoi pezzi di vetro.
Ne ho fatto piccole gocce da lampadario.
Lascio che dondolino.
Ho smesso di avere paura se si frantumano.
Non mi preoccupo di raccogliere i pezzi.
Di quello occupati tu.

Ieri ho guardato fuori dalla finestra e ho pensato che tre piani d'affetto non sono poi gravi come un errore di calcolo.

Stai attento accidenti!
Non pestarmi gli occhiali, non posso guidare la rampa di lancio!
Credevo aspettassi di non avere paura del vuoto.

Domani ti scopro con la testa per aria solo perchè non ti ho tassellato per bene.

Torna qui dai su, la minestra è nel piatto.

Poi si raffredda.

Thursday, November 10, 2005

Io non sono indulgente

Sta mattina mi sveglio con un buco in un piede.
Penso che non mi ricordo come me lo sono fatto, se con un cacciavite o con un cavatappi.
Poi mi telefona mio padre da Roma e mi dice che se provo a camminare ci pensa lui a farmi il sederino rosso. Che parte con il primo migrante e mi sculaccia con la cinghia.
Strabuzzo.
Di cosa diavolo parla il vecchio?
Poi mi salta in testa l'idea di essermi fatta un buco in un piede per nasconderci i soldi.
No. Troppo piccolo.
Suona di nuovo il telefono.
E' di nuovo mio padre.
Dice che l'hanno chiamato dal mio posto di lavoro, che si sono lamentati perchè non ero ancora lì.
Mi intima di muovermi all'istante.
Datti una mossa. Non me ne frega un cazzo se zoppichi.
Allora che faccio?
Chiudo la scatola degli attrezzi e spendo 12 euro e 50 di biglietti dell'autobus.

All'altezza di via venti settembre proprio sotto un bowindo vengo folgorata da una consapevolezza che quasi sconquassa: Io non sono Indulgente.

Alle 23 e 26 minuti il mio piede sanguina ancora e non c'è traccia dei soldi.

Monday, November 7, 2005

Homeworks

Gongola l'ugola torbida
di lucide gocce d'arsenico,
appagata e affranta
da tanto filosofico arrendersi.
Tace la bocca socchiusa
come in sosta
ad un passo da sillabare
incresciose verità.
Scusate - Non - Volevo.
Freme infine il mento sinistro
preso da spasmo,
dalla menzogna infinita.
Quella di credersi il solo
a sapersi godere un sorriso.

Thursday, November 3, 2005

To come back

Non sono morta.
Non sono neanche in crisi creativa.
Non ho proprio tempo di scrivere.
Tornerò!
E allora saranno cazzi... se se vabbè

Saturday, October 29, 2005

Colla per manifesti

Oggi come tra un muro e un grosso cartellone.
Stesa con una vecchia e lurida scopa da un attacchinista professionista.

Reclamizzo una rivista di bricolage.
Sospetto.

Sospesa così, tra un traliccio e il cielo.

Buona notte.

Monday, October 24, 2005

Senza arti per la guerra.

Che dopo cinque anni credere che proprio adesso, mentre piango perchè sono mutila, ti si impalli il pc è davvero incredibile.

Cloppete cloppete

Il mio orecchio destro si è fatto sordo.
Al posto delle voci sento solo il mio Cuore ovattato.
Se parlo non sento un becco di quello che dice.
Dunque mi tocca stare in silenzio.

Il punto è che Esso non ha niente di interessante da dire.

Trovo decisamente squallido intrattenere una conversazione da treno con me stessa.
E' un po' come dirmi "Sei noiosa, preferirei dormire".

[Carissima Anna, desidero un po' di quell'arguzia di cui mi parlavi, perchè pare che nell'immediato recente sia andata sprecata tra viti molle e tasselli.
Come se a furia di non sentire avessi anche smesso di pensare.]

Acciocchè questo strazio si compia e abbia una fine auspicomi pronta guarigione da insonorità catarrose.
E perdonate la mia scarsezza scrittoria.

Wednesday, October 19, 2005

Sottoproletario oi oi oi!

Ebbene ragazzi sto arrancando.

Non è un simpatico stato d'animo venuto a guastare i miei giorni, ma il risultato di otto ore di lavoro in un magazzino dinsunascala a spostare tonnellate di piatti-piattini-scodelle-scodelline prodotti in Marocco per irrisorie cifrette e poi smerciati alle madame torinesi per la modica cifra di 32 euro alla scodella.

Mi sono sparata un culo indecifrabile per il mio sudato salario in nero.
Quella che si chiama working class...

La cosa che più mi avvince di questo mio nuovo lavoro precario (che mi sono voluta io, pour la charité) è il contatto col pubblico.
Stamane, mentre svolgevo uno stimolante compito, vale a dire trovare e afffibbiare il corretto coperchio a circa duecento coppe di metallo trasformate all'uopo in candele olezzanti, ho avuto il mio primo approccio con la clientela.

Una mondana giovane indubbiamente sottoproletaria è venuta a fare sciòpping nel nostro sciouruum con la sua amica piccola fiammiferaia .
A prescindere dal fatto che se fai sciòpping alla mattina alle dieci e mezza di un mercoledì di pioggia significa che non hai un cazzo da fare nella vita a parte spendere i soldi che il tuo maritino altolocato guadagna mandando avanti l'azienda del papi. A parte ciò dicevo, ma vi pare possibile che questa sciura poco più di trentenne dopo avere sottolineato che "no, è perchè a gennaio parte la ristrutturazione della casa in campagna e, ma tu mi capisci, con così tante stanze da riempire ho già iniziato a comprare qua e là..."e che "guarda cara, non mi ricordo quella volta che abbiamo giocato a tennis al club, ma se conosci la Titti e la Pucci allora perchè non mi fai un po' di sconto (sulla roba che ho comprato tra la merce fallata, perchè noi anche se ci crescono nelle mutande per 50 euro di sconto la diamo via)????"

No dico che dopo tutto ciò abbia la faccia tosta di chiedere la fattura su 256 euro?

Agghiaccio e detto questo svengo, che domani ho almeno altri 30 ripiani da riempire.

Viva la dittatura del proletariato!
Ma vaffanculo, dovevo nascere nobile.

Cosa rimane di me

Qualche goccia dal naso, macchie di vernice e un sonno che mi spezza.

Risulto disfatta eppure vincente dopo questo testa a testa con le pareti della mia stanza che ora vuota e assai più bianca mi riaccoglie.
Dormo su un pavimento lindo e lucido. Vorrei poter lasciare tutto così irrimediabilmente vuoto, invece mi addormento quasi davanti a al portatile che ho sulla panza e a Missipussi che è curiosa di sapere cosa ci sarà mai sotto le coperte oltre a me in mutande.

Insomma numerose novità di cui la più rilevante è che non sono ancora morta.
Spero non vi spiaccia.

Tuesday, October 11, 2005

Estratti conto

IX
(Clausola)

<< Dio mio, ma allora cos'ha
lei all'attivo?... >>

<< Io? -- [un balbettio, nefando,
non ho preso l'optalidon, mi trema la voce
di ragazzo malato] --
Io? Una disperata vitalità. >>

P.P. Pasolini

Monday, October 10, 2005

Мрія*

Ho fatto uno strano sogno sta notte mentre tu gelido accanto dormivi.
Nuotavamo sottacqua e ci tenevamo per mano.
Eravamo in mezzo ad un branco di pesci che non erano pesci, ma orsi di pezza, modello antiquato.
Guardavano quel fondo a pochi metri in cerca di tesori scavando con le zampette senza dita.
Salivamo ogni tanto a prendere fiato, ma senza alzare gli occhi, che fuori era notte.

Ora che ci penso eri buffo davvero, perchè avevi gli occhiali anche sott'acqua e di solito non si fa.

Poi mi sono svegliata infreddolita, volevo tirare su il plaid supplementare e ho scoperto che me lo avevi rubato tu.
Ho pensato "maledetto ciancione", ma poi ho coperto entrambi mantenendo una debita distanza.

Non volevo svegliarti.

*sogno

Wednesday, October 5, 2005

Dodici ore di sonno almeno


Missipussi.
La mia gatta fredda.

Tuesday, October 4, 2005

Frecce luminose

Se non vi fosse apparso chiaro www.fuoriluoghismo.blogspot.com è frutto degli scatti della sottoscritta.
Insomma sto spammando un mio blog sul mio blog.
Almeno che gli aficionados ci facciano un salto perdio!

Vado a dormire che è tardi.

Monday, October 3, 2005

Cioccolato nero con mirtilli e cialde

Poi basta il principio di un sorriso anche dall'altro capo del telefono.
Un sorriso anche per me.
Ma ora mangio almeno 30 grammi di cioccolato per non vedere quel sorriso sparire troppo in fretta.

Sunday, October 2, 2005

Perdente

Allora mi fermo, perchè fa freddo e non ho i pantaloni, ma solo un paio di boxer neri da uomo e una maglia pesante. Penso se prendere un plaid o qualcosa, perchè ho freddo. Ho un freddo di merda.

Preferisco così e non mi chiedere a cosa pensi è inutile.
Preferisco così ti prego non insistere.

Mi ricorda qualcosa.
Non so se una canzone o forse solo parole che dici troppo spesso.

Ma io non ti devo rincorrere.
No.
E io non ti devo chiedere.
No.
E poi ancora non devo piangere.
O sentirmi sola.
O frignare come una sciocca mocciosa in un angolo dell'armadio che potessi chiudermici dentro lo farei.

Non ho un minuto dei tuoi pensieri.
Dovrei smettere di regalarti i miei?

Non insisto.
Poi mi tremano le mani. E le braccia. Forse anche le caviglie. Perchè fa freddo. Perchè fa un freddo di merda.
E sono sola in questa notte.
Come ieri.
Come tre mesi fa.
Sempre sola, ma senza calma.

Non mi appendo nemmeno a un'idea.
Si allungherebbe.
E sformerebbe.
Come la mia faccia di malata in questo momento.
Come il mio sorriso montato al contrario che non sorride più.

Se mi chiederai come mai un giorno vorrei poterti dire che è giusto così.
Che sono io ad avere imparato.

Intanto fuori piove.
Piove e resta freddo.

Buona notte tu.
Buona notte a te e ai tuoi gelidi sogni.
Chè se ti amo non fa differenza.

Love is for losers

www.fuoriluoghismo.blogspot.com

Tarme nel frigorifero.

Sono andata al cinema sta sera. Se pagavi sette euro ti offrivano un lavoro come maschera, ma solo se eri dello stesso colore della tapezzeria. La tapezzeria era blu. Ho desistito, ma i sette euro se li sono tenuti. Allora ho comprato una bottiglietta d'acqua al bar dell'angolo e ho risparmiato un'euro e mezzo. Il gelato, mi son detta, quello ce l'ho anche a casa in freezer.
Il film era bello, ma mi ha fatto venire voglia di patate fritte. Ecco perchè sono andata dal porcaro di corso Mortara - me l'ha consigliato Zummo - dove per tre euro ho mangiato un panino atomico con salsiccia cipolle e funghi. Zummo è da Matteo forse ubriaco e la mamma al mare. Sono sola e dunque libera di scoreggiare a pieni polmoni dovesse rivelarsi necessario. Mi è passata la voglia di patate fritte. Anche col panino ho fatto un po' fatica. Ho un'afta in bocca grande come il Congo - quello grande. Ho un gatto che dorme sotto la lampada della scrivania. Ho un altro gatto più piccolo che dorme sul letto e non vuole prendere gli antibiotici. Questi antibiotici sanno di merda. Ne ho rotto uno con le mani e le dita hanno puzzato di veleno per due ore. Ora sento odore di liquerizia. Forse mi sono avvelenata con l'antibiotico del gatto. Ora sento odore di Cinema Bianchini via Materasso angolo Cuscini. Il frigorifero mi aspetta che mi preservo dalle rughe. Le tarme del resto mi sono sempre state simpatiche.

Thursday, September 29, 2005

Scusate ma voglio fumare.

E' assolutamente indecente il solo e semplice fatto che mi sia autoimposta di non fumare in camera mia.
Lo considero un divieto di stampo fascista, anticostituzionale e vagamente borghese.
Ma che puzza di merda produce la cicca spenta in cucina. La sento da qui. Con la porta chiusa. Anche il gatto spuzza di fumo. Anche la mia maglietta.

Parossistiche fissazioni, grazie.

Non si fuma in camera da letto.
Non si fuma prima di pranzo.
Non si fuma al cesso. L'odore di merda della sigaretta sommato all'odore della merda stessa è turpe e vergognoso.
Non si fuma quando si mangia.
Non si fuma quando io mangio.
Non si fuma quando io dormo.
Non si fuma prima di dormire perchè ci si dà fuoco.
Non si fumano le sigarette degli altri, salvo rari casi e soprattutto se di sconosciuti.
Non si fumano le mie sigarette, grazie. Io lavoro per comprarmele, fatelo anche voi.
Non si fuma davanti al computer perchè fa male alla salute, alla tastiera, al mouse. Perchè ne accendo due alla volta se non ci faccio attenzione. Soprattutto perchè il computer è in camera da letto.
Non vorrei mai fumare dopo il gelato, ma niente riesce a trattenermi. La sigaretta dopo il gelato fa schifo.
Ma.
Quando bevo il caffè ne fumo sempre tre.
Una prima.
Una durante.
Una dopo.

Ah, se ve lo state domandando non mi piace fumare dopo il sesso.
Trovo sia più interessante dormire.

Vado a svuotare il posacenere altrimenti ammattisco.

Cortesemente pietà.

Monday, September 26, 2005

Auditions


cekayu
a travers les yeux de mademoisellehuitre.
Cortesemente: perdono.

Sunday, September 25, 2005

Non pensavo fosse difficile.

Ti sei perso una faccia che nemmeno l'immagini.
Ha pieghe e risvolti e tasche e colori iridescenti.
Si schianta ogni momento per cercarsi una forma decente.
La mia frangia è spettinata.
Mi fa vomitare.
MA
Stasera credo seppellirò tutti dentro un cucchiaio di Minias.
Tu che ridi nel sonno.
La gatta che mi mangia i calzini.
Ostap che beve la vodka.
Mia mamma che lava per terra.
Trippolo dall'aria offesa.
Voi che scomparite.
Io che piango ma senza bisogno.
Il sonno che non ho.
I cerotti pieni di peli e l'odore di candeggina con cui ho lavato le tue piastrelle.
Domani libera da quest'angoscia sbriciolerò le ore.

Non sapevo di possederne uno, ma non ho mai pensato fosse difficile avere un cuore.

Friday, September 23, 2005

In scala di rapporto 1:43


Io sono una bambina minuscola.

Tuesday, September 20, 2005

La fine non è la fine

Sono tornata.
Ora dormo.

Wednesday, September 14, 2005

Ahhhhh, Paris!

Fantastico, ma domani sara` meglio.
E poi domenica a casa.

Sunday, September 11, 2005

Se non ci sei mi rimani sempre un poco, sai.

Anche oggi senza pioggia dagli occhi.

Thursday, September 8, 2005

Ritmo cardiaco in un giorno di profondo crack

Ricordami che da qualche parte devo pur avere un sacchetto di sangue di riserva nel caso questo finisse.
Che non si sa mai cosa puo` farti la vita quando non porti la canottiera come ti ha sempre detto la mamma.
Come non te l`ha mai detto?
Ma non dire idiozie, che ogni mamma ha l`ossessione per le canottiere di lana. Dicono tutte che hanno salvato piu` vite quelle che tante pistole.
Cosa?
Si certo hai ragione. Sara` bene prendere anche ago e filo e un mazzo di carte da poker. Il viaggio e` molto lungo e con le carte ci si fanno sempre calde coperte e poderosi cuscini anti traballamento di cranio.
D`accordo, d`accordo.
Ma l`hai preso sto sangue alla fine? Corri su, prima che lo yogurt mi salga alla testa e tutto prenda la forma di un prosciutto in prossima decomposizione.
Sta sera finiamo di preparare i bagagli.
Tra poco si parte.
Ciao ciao! Saluta i bambini!



Voglio ancora qualche giorno senza pensare al ritorno.