Questo solarium continuo.
Queste bruciature artificiali di malocchi e intelligenze alquanto discutibili.
Queste lampade puntate negli occhi, nel naso a scavare ogni solco, ogni pertugio. Scoprire anche cio` che non vi riguarda.
Domani e` il mio ultimo giorno.
Domani saluto tutti e metto le scarpe in un sacchetto.
Domani basta puttane.
Nel frattempo per strada e` pieno di porno-cameriere che festeggiano il loro ultimo giorno di scuola.
Piove e io mi abbronzo.
Thursday, May 31, 2007
Thursday, April 12, 2007
à la maison
Queste cose, queste abitudini, questi posti che conosco a menadito...
Quest'Italia per qualche giorno...
Eppure non è più casa.
E questa che vedete non sono più io.
Friday, March 23, 2007
Все буде добре

Gli alieni che arrivano.
Due settimane ancora e poi a casa. Per feste, capretti, agnelli dai grandi occhi e esami vetusti.
Sono giorni di vento pioggia e sole.
Io ho il raffreddore.
Curo Roman con cibo normale e la sua pelle si e` fatta splendida.
Curo me stessa con pillole varie dagli effetti svariati che forse mi faran diventare verde pisello.
Per il futuro vedremo.
Oggi mi sdraio all'indietro e guardo gli alieni volare.
Saturday, March 17, 2007
Friday, March 9, 2007
Le farfalle hanno ali non fiocchi
Colla.
Colla per pelle.
Colla per mani, per dita dei piedi.
Colla per occhi dalle grandi pupille.
Colla per denti che sorridono sempre.
Colla per braccia, per pance, per lingue.
Il passato scivola a fianco,
come un seno ormai troppo stanco per dare alcun frutto.
Ho guardato nel buio e ho visto illuminarsi le palpebre
accese da sprazzi che nemmeno vorrei indovinare.
Quello delle domande e` un gioco colmo di rischi
e andiamo azzuffandoci per un piatto assai ricco.
Non mi interessa chi vince.
Forse tu che non hai paura di niente.
Forse io che ho le braccia piu`lunghe.
Forse entrambi usciremo sconfitti o vincenti
ognuno sventolando una coppa o una faccia da funerale.
Colla.
Colla per otturazioni.
Colla per peli.
Colla per sospiri.
Colla per sorprese.
Mentre esci da questa porta non so
se e` piu` forte la paura di vederti restare
o di non vederti tornare.
Verdi foglie di vite.
Le vedremo sbocciare vicini.
Colla per pelle.
Colla per mani, per dita dei piedi.
Colla per occhi dalle grandi pupille.
Colla per denti che sorridono sempre.
Colla per braccia, per pance, per lingue.
Il passato scivola a fianco,
come un seno ormai troppo stanco per dare alcun frutto.
Ho guardato nel buio e ho visto illuminarsi le palpebre
accese da sprazzi che nemmeno vorrei indovinare.
Quello delle domande e` un gioco colmo di rischi
e andiamo azzuffandoci per un piatto assai ricco.
Non mi interessa chi vince.
Forse tu che non hai paura di niente.
Forse io che ho le braccia piu`lunghe.
Forse entrambi usciremo sconfitti o vincenti
ognuno sventolando una coppa o una faccia da funerale.
Colla.
Colla per otturazioni.
Colla per peli.
Colla per sospiri.
Colla per sorprese.
Mentre esci da questa porta non so
se e` piu` forte la paura di vederti restare
o di non vederti tornare.
Verdi foglie di vite.
Le vedremo sbocciare vicini.
Monday, January 22, 2007
La promenade del Repulisti
Gentili,
la mia vita qui tra le steppe ghiacciate non si destreggia putroppo tra amene gite in slitta e saune finlandesi.
Trascorro la maggiorparte del mio tempo nel clima tropicale del lavoro o tra gli spifferi casalinghi adempiendo ai piu` svariati doveri domestici. Lavaggio di vetri e tende. Rassettamento tappeti, resettaggio toilet. E cosi` procedendo.
In compenso ho molto tempo per pensare e per apprendere nuove tecniche da colf sopraffina.
Chi l'avrebbe mai detto...
Il clima lascia stupefatti. Piogge e venti ma temperature autunnali.
Ho scoperto delle patatine fritte dalla stranissima forma oblunga che sanno di dado da brodo ai funghi. Pazzesche!
Giovedi` ho preso una sbronza devastante che avrebbe ucciso un mammuth, ciononostante mi sono presentata puntuale alle 12 per la mia lezione di inglese con il signor Sasha, VIP student.
Insomma tutto procede con la tipica veemenza ubriaca ucraina. Pero` molto pulita.
Saluti. Ossequi. Dopobacennya.
la mia vita qui tra le steppe ghiacciate non si destreggia putroppo tra amene gite in slitta e saune finlandesi.
Trascorro la maggiorparte del mio tempo nel clima tropicale del lavoro o tra gli spifferi casalinghi adempiendo ai piu` svariati doveri domestici. Lavaggio di vetri e tende. Rassettamento tappeti, resettaggio toilet. E cosi` procedendo.
In compenso ho molto tempo per pensare e per apprendere nuove tecniche da colf sopraffina.
Chi l'avrebbe mai detto...
Il clima lascia stupefatti. Piogge e venti ma temperature autunnali.
Ho scoperto delle patatine fritte dalla stranissima forma oblunga che sanno di dado da brodo ai funghi. Pazzesche!
Giovedi` ho preso una sbronza devastante che avrebbe ucciso un mammuth, ciononostante mi sono presentata puntuale alle 12 per la mia lezione di inglese con il signor Sasha, VIP student.
Insomma tutto procede con la tipica veemenza ubriaca ucraina. Pero` molto pulita.
Saluti. Ossequi. Dopobacennya.
Friday, January 5, 2007
Benvenuto in mia casssssssssa - entrate libero e franco e uscitene poi sano e salvo

Cosi` fu la meta.
E con essa cavoli e sedie traballanti, vodka a bottigliate e improbabili tappeti multicolori.
Nello sgabuzzino c`era un budda cinese che ora siede in contemplazione nel bel mezzo del mio armadio padronale con rifiniture in plastica e ottone.
Il mio letto lo tengono su Gorkij e Dostoevskij perche` gli manca una gamba.
L'ho sempre saputo che la cultura era solo una grande rock'n'roll swindle.
Mercoledi` c'era gia` qualcuno pronto ad usurparmi una stanza, tanto e` grande - cosa te ne fai di tutto quello spazio.
Ma grazie no, non me la sento.
Vorrei vivermi, senza offesa, un po' di pacificata solitudine, un po' di me.
Vorrei vivere un po' fuori dalle balle, se no che scopo nel trovarsi nel paese dei balocchi radioattivi, in pieno inverno senza nemmeno uno sportello, ma dico uno che si chiuda come si deve?
Ebbene eccomi qui.
E io da quando sono arrivata non faccio altro che sentire Bela Lugosi sussurrare "benvenuto in mia caaaassssssssa".
Piu` Nosferatu per tutti e buon Natale!
Wednesday, December 13, 2006
Come carta assorbente
Tengo botta.
Mancano 15 giorni alla partenza e non mi pare.
Ancora in alto mare con seimila cose in fieri.
Perdo tempo.
In più oggi ho mal di testa.
Il gatto ha capito qualcosa.
Si siede sempre triste qui vicino.
Forse sa che me ne vado.
Tutto ha un mutevole aspetto.
Le cose, le facce, i miei brufoli.
Tutto cosparso da una nota di addio, di fretta, di non posso aspettare.
Ho comprato un orecchino a forma di dado.
Ora dormo sognando di vincere un premio alla fortuna più grande.
Che chi vince poi ha sempre ragione.
Mancano 15 giorni alla partenza e non mi pare.
Ancora in alto mare con seimila cose in fieri.
Perdo tempo.
In più oggi ho mal di testa.
Il gatto ha capito qualcosa.
Si siede sempre triste qui vicino.
Forse sa che me ne vado.
Tutto ha un mutevole aspetto.
Le cose, le facce, i miei brufoli.
Tutto cosparso da una nota di addio, di fretta, di non posso aspettare.
Ho comprato un orecchino a forma di dado.
Ora dormo sognando di vincere un premio alla fortuna più grande.
Che chi vince poi ha sempre ragione.
Monday, November 27, 2006
Monday, November 13, 2006
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo.
-----------------------------
Io che di te non so dire altro che "non capisco".
Tu che la notte non dormi, ma scalci, insolente, tra lenzuola non tue.
Come fossi qui.
Oggi china sul dorso, abbandonata alla ringhiera troppo bassa.
Fumando pensavo che potresti usarmi la grazia di lasciarmi libero il passo.
Di darmi la destra e sederti lontano.
Invece non molli la presa nemmeno domani.
Nemmeno la prossima volta.
Ti tralascio.
Eppure ti trovo ancora con le mani appese al mio collo.
Sei forse tu che non sai capire.
L'estate scorsa avevo una strana dipendenza dalla Coca Cola Light.
Quest'anno l'ho scambiata con te, che mi sfreghi e mi fomenti. Che mi squagli e mi raggiri. Che mi piaci e mi commuovi.
Che mi tieni ancorata a mille miglia di distanza, senza che nemmeno abbia scelto di volerlo.
Domani sarà giorno e tu, forse, saprai che sono proprio io la scelta che non sai fare.
Domani sarà giorno e io verrò.
Verrò.
E sarà luce.
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo.
-----------------------------
Io che di te non so dire altro che "non capisco".
Tu che la notte non dormi, ma scalci, insolente, tra lenzuola non tue.
Come fossi qui.
Oggi china sul dorso, abbandonata alla ringhiera troppo bassa.
Fumando pensavo che potresti usarmi la grazia di lasciarmi libero il passo.
Di darmi la destra e sederti lontano.
Invece non molli la presa nemmeno domani.
Nemmeno la prossima volta.
Ti tralascio.
Eppure ti trovo ancora con le mani appese al mio collo.
Sei forse tu che non sai capire.
L'estate scorsa avevo una strana dipendenza dalla Coca Cola Light.
Quest'anno l'ho scambiata con te, che mi sfreghi e mi fomenti. Che mi squagli e mi raggiri. Che mi piaci e mi commuovi.
Che mi tieni ancorata a mille miglia di distanza, senza che nemmeno abbia scelto di volerlo.
Domani sarà giorno e tu, forse, saprai che sono proprio io la scelta che non sai fare.
Domani sarà giorno e io verrò.
Verrò.
E sarà luce.
Friday, November 10, 2006
Domani nella battaglia pensa a me...
...quando io ero mortale, e lascia cadere la tua lancia rugginosa.
Che io pesi domani sopra la tua anima, che io sia piombo dentro al tuo petto e finiscano i tuoi giorni in sanguinosa battaglia.
Domani nella battaglia pensa a me, dispera e muori
Ed è come un tuffo all'indietro,
ignaro dell'atterraggio.
Sentire la tua voce così, come nulla fosse.
Sono raggi di rugiada che bagnano il volto e lance, spade, alabarde e cotte.
Sono giorni che rifuggo il momento ed ecco che tu mi cerchi.
Io.
Stupefatta e infelice.
Un altro scontro fra te e me.
Peccato non resti nessuno.
Chissà se un giorno poi mi lascerai andare...
Che io pesi domani sopra la tua anima, che io sia piombo dentro al tuo petto e finiscano i tuoi giorni in sanguinosa battaglia.
Domani nella battaglia pensa a me, dispera e muori
Ed è come un tuffo all'indietro,
ignaro dell'atterraggio.
Sentire la tua voce così, come nulla fosse.
Sono raggi di rugiada che bagnano il volto e lance, spade, alabarde e cotte.
Sono giorni che rifuggo il momento ed ecco che tu mi cerchi.
Io.
Stupefatta e infelice.
Un altro scontro fra te e me.
Peccato non resti nessuno.
Chissà se un giorno poi mi lascerai andare...
Friday, November 3, 2006
двадцятьчотири - 24
E furono ventiquattro in un giorno gelato col sole a picco e le dita che cascavano in tasca.
E furono ventiquattro e poche ore in un parco assolato su una panca di legno. Con labbra violette.
E furono ancora ventiquattro ridendo di disperazione strinati dal vento. Una birra, due e via.
Fosse perderti così.
Fosse una cosa facile.
Poi quella panca e le dita e tua sorella così magra. Io che ridevo.
Non ti sei dimenticato.
E furono ventiquattro in una notte, con la vodka e i cetrioli. Con il profumo e gli abbracci. Con Kerenskij.
E furono ventiquattro addi, ventiquattro lacrime, ventiquattro baci non dati.
Al ritorno poi vedremo se sarà giorno o sarà notte.
Sempre assenti.
Mai dimentichi.
Perchè d'amore si muore una volta sola.
E furono ventiquattro e poche ore in un parco assolato su una panca di legno. Con labbra violette.
E furono ancora ventiquattro ridendo di disperazione strinati dal vento. Una birra, due e via.
Fosse perderti così.
Fosse una cosa facile.
Poi quella panca e le dita e tua sorella così magra. Io che ridevo.
Non ti sei dimenticato.
E furono ventiquattro in una notte, con la vodka e i cetrioli. Con il profumo e gli abbracci. Con Kerenskij.
E furono ventiquattro addi, ventiquattro lacrime, ventiquattro baci non dati.
Al ritorno poi vedremo se sarà giorno o sarà notte.
Sempre assenti.
Mai dimentichi.
Perchè d'amore si muore una volta sola.
Friday, October 20, 2006
Au contrair, mon ami.

Il venerdì si commenta da sè.
L'oculista mi ha guardato dentro la testa.
Dice che ho cicatrici anche in fondo alla retina.
E poi mi ha mandata in giro con delle pupille da strafatta che devo aver traumatizzato qualche mamma all'antica sul tram.
Che dio ci salvi la vista!
Mancano sette giorni e 21 ore all'incontro con la Pannocchia Royal.
Credo di aver molto riso al telefono oggi quando ha rischiato di strozzarsi con del succo di frutta.
Festeggeremo i miei 24.
Ci appenderemo a testa in giù ai fili per il bucato.
Berremo fino a non capire più nulla, nemmeno se il pane ci fa bene.
Io canterò Yellow Submarine come sempre quando non so cosa dire.
La regale pannocchia applaudirà e mi regalerà una rosa.
Poi credo faremo del sesso.
Questo sabato sera cinese.
Niente Hong Kong, solo Canton.
La signorina Bignè compie anche lei 20+4 anni.
Bisogna che si procuri un rastrello.
L'autunno porta foglie secche che intasano gli scarichi e i flussi integrati.
I diagrammi ad albero e le spighe di grano.
Ma voi il lunedì non dormite?
Ora si dà il caso che ritorni ai miei pipistrelli che calzano scarpe di panno e si fanno ritrarre dal signor Solzenicyn.
Quindi a voi, prego, un gran mal di testa e un mare di schiuma gelato su cui scivolare di pancia.
Tuesday, October 17, 2006
Lupi da prateria
Spero che tu stia bene.
Spero che tu stia bene in viaggio.
Spero che tu dimostri a tutti la persona migliore che sei.
La persona che perdona.
Che ragiona.
Che elabora.
Quanto a me corro fra i prati attendendo il giorno del pasto.
Come un lupo nella prateria.
Come Pugacioff il lupo della steppa per chi leggeva Tiramolla.
Alla fine ho sempre il consiglio migliore.
Anche per te.
Spero che tu stia bene in viaggio.
Spero che tu dimostri a tutti la persona migliore che sei.
La persona che perdona.
Che ragiona.
Che elabora.
Quanto a me corro fra i prati attendendo il giorno del pasto.
Come un lupo nella prateria.
Come Pugacioff il lupo della steppa per chi leggeva Tiramolla.
Alla fine ho sempre il consiglio migliore.
Anche per te.
Thursday, October 5, 2006
Thursday, September 28, 2006
Il passo lento del maratoneta
Ok.
Corro.
Corro.
Sono veloce.
Sono un lampo.
Sono io.
Sono io senza capelli.
Sono senza capelli perchè se no mi rallentano.
Lavarli pulirli pettinarli.
Corro.
Corro.
Corro.
E non mi stanco.
Nemmeno ci provo.
Anche se non vedo il prossimo ponte da attraversare, io corro.
Vado.
Delle volte mi fermo.
Un secondo.
Due.
Tre.
Al massimo.
Perchè non ti voglio perdere.
Non voglio seminarti lasciarti indietro scordare di venirti incontro.
Perchè ti penso e non ti trovo.
Perchè mi manchi e non ti sento.
Perchè ti sento e piango perchè mi manchi.
Allora corro e vado avanti.
Senza fiato.
Senza denti.
Senza armi di riserva.
Senza parrucche.
Dove sei rispondi.
Dove sei rispondi.
Dove sei.
Cazzo rispondi.
Ah eccoti.
Allora ti è piaciuta la lettera?
Certamente.
Ah.
Certamente.
Allora bene.
Intanto corro eh, che tra un mese arrivo.
No. No.
Non sono lacrime.
E' sudore!
Che credevi...
Arrivo.
Arrivo eh.
Prima o poi vedrai che arrivo.
Lo prometto.
Buonanotte tesoro buonanotte.
Corro.
Corro.
Sono veloce.
Sono un lampo.
Sono io.
Sono io senza capelli.
Sono senza capelli perchè se no mi rallentano.
Lavarli pulirli pettinarli.
Corro.
Corro.
Corro.
E non mi stanco.
Nemmeno ci provo.
Anche se non vedo il prossimo ponte da attraversare, io corro.
Vado.
Delle volte mi fermo.
Un secondo.
Due.
Tre.
Al massimo.
Perchè non ti voglio perdere.
Non voglio seminarti lasciarti indietro scordare di venirti incontro.
Perchè ti penso e non ti trovo.
Perchè mi manchi e non ti sento.
Perchè ti sento e piango perchè mi manchi.
Allora corro e vado avanti.
Senza fiato.
Senza denti.
Senza armi di riserva.
Senza parrucche.
Dove sei rispondi.
Dove sei rispondi.
Dove sei.
Cazzo rispondi.
Ah eccoti.
Allora ti è piaciuta la lettera?
Certamente.
Ah.
Certamente.
Allora bene.
Intanto corro eh, che tra un mese arrivo.
No. No.
Non sono lacrime.
E' sudore!
Che credevi...
Arrivo.
Arrivo eh.
Prima o poi vedrai che arrivo.
Lo prometto.
Buonanotte tesoro buonanotte.
Monday, September 25, 2006
Qui dunque si assise la notte
Così la pioggia mi sveglia mentre mi guardo smagrire riflessa nel vetro.
Questa mattina buia e felice, lieta per aver arginato la rabbia.
Ho scritto un vocabolario nuovo di zecca, domani ti prendo e ti aggiungo alla voce "contento e forse un po' sciocco".
La pioggia non lascia feriti, fa strage di tutto.
Ti porto a dormire con me tra le falde leggere dei gatti e il frullio delle rondini, tra libellule e spago. O mia piccola, fragile me.
Questa mattina buia e felice, lieta per aver arginato la rabbia.
Ho scritto un vocabolario nuovo di zecca, domani ti prendo e ti aggiungo alla voce "contento e forse un po' sciocco".
La pioggia non lascia feriti, fa strage di tutto.
Ti porto a dormire con me tra le falde leggere dei gatti e il frullio delle rondini, tra libellule e spago. O mia piccola, fragile me.
Sunday, September 24, 2006
Mettiti a novanta, dai ah-ah-ah.
Non scrivo, lo so.
Sono una stronza lavativa del cazzo.
Dormirei anche adesso se potessi.
Dormirei una settimana riversa a pancia in giu in lenzuola autopulenti che mi alimentino nel sonno.
Che comodità. Non voglio fare nemmeno lo sforzo di alzare una palpebra.
Sono stata al parco un'oretta. Giusto il tempo di farmi venire un po' di allegria e starnutire di getto. Prima ero scomparsa per giorni, a telefoni spenti. Al parco c'era gente come me, che quando corre si vede che non ce la fa.
Gente che arranca.
Ho la sensazione di essermi dimenticata qualcosa. Qualcosa di serio. Ma non riesco a riordinare la mente. Lascio che la bestia si impadronisca di me, che mi faccia a striscioline di carta per poi usarmi per accendere il camino che tanto ormai è stagione.
Fa piacere, fa sempre piacere. Come perdermi in idee mastodontiche e non riuscire a scrivere intero il mio nome.
Domani, già che ci sono, vado a fare la spesa e compro un cd un po'porno travestito da corso di yoga da sparare a tutto volume quando la figlia dei vicini piange la notte.
Il sesso degli altri coadiuva il sonno - mi dicono.
Buona notte dunque.
Sono una stronza lavativa del cazzo.
Dormirei anche adesso se potessi.
Dormirei una settimana riversa a pancia in giu in lenzuola autopulenti che mi alimentino nel sonno.
Che comodità. Non voglio fare nemmeno lo sforzo di alzare una palpebra.
Sono stata al parco un'oretta. Giusto il tempo di farmi venire un po' di allegria e starnutire di getto. Prima ero scomparsa per giorni, a telefoni spenti. Al parco c'era gente come me, che quando corre si vede che non ce la fa.
Gente che arranca.
Ho la sensazione di essermi dimenticata qualcosa. Qualcosa di serio. Ma non riesco a riordinare la mente. Lascio che la bestia si impadronisca di me, che mi faccia a striscioline di carta per poi usarmi per accendere il camino che tanto ormai è stagione.
Fa piacere, fa sempre piacere. Come perdermi in idee mastodontiche e non riuscire a scrivere intero il mio nome.
Domani, già che ci sono, vado a fare la spesa e compro un cd un po'porno travestito da corso di yoga da sparare a tutto volume quando la figlia dei vicini piange la notte.
Il sesso degli altri coadiuva il sonno - mi dicono.
Buona notte dunque.
Friday, September 22, 2006
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