Thursday, October 5, 2006
Thursday, September 28, 2006
Il passo lento del maratoneta
Ok.
Corro.
Corro.
Sono veloce.
Sono un lampo.
Sono io.
Sono io senza capelli.
Sono senza capelli perchè se no mi rallentano.
Lavarli pulirli pettinarli.
Corro.
Corro.
Corro.
E non mi stanco.
Nemmeno ci provo.
Anche se non vedo il prossimo ponte da attraversare, io corro.
Vado.
Delle volte mi fermo.
Un secondo.
Due.
Tre.
Al massimo.
Perchè non ti voglio perdere.
Non voglio seminarti lasciarti indietro scordare di venirti incontro.
Perchè ti penso e non ti trovo.
Perchè mi manchi e non ti sento.
Perchè ti sento e piango perchè mi manchi.
Allora corro e vado avanti.
Senza fiato.
Senza denti.
Senza armi di riserva.
Senza parrucche.
Dove sei rispondi.
Dove sei rispondi.
Dove sei.
Cazzo rispondi.
Ah eccoti.
Allora ti è piaciuta la lettera?
Certamente.
Ah.
Certamente.
Allora bene.
Intanto corro eh, che tra un mese arrivo.
No. No.
Non sono lacrime.
E' sudore!
Che credevi...
Arrivo.
Arrivo eh.
Prima o poi vedrai che arrivo.
Lo prometto.
Buonanotte tesoro buonanotte.
Corro.
Corro.
Sono veloce.
Sono un lampo.
Sono io.
Sono io senza capelli.
Sono senza capelli perchè se no mi rallentano.
Lavarli pulirli pettinarli.
Corro.
Corro.
Corro.
E non mi stanco.
Nemmeno ci provo.
Anche se non vedo il prossimo ponte da attraversare, io corro.
Vado.
Delle volte mi fermo.
Un secondo.
Due.
Tre.
Al massimo.
Perchè non ti voglio perdere.
Non voglio seminarti lasciarti indietro scordare di venirti incontro.
Perchè ti penso e non ti trovo.
Perchè mi manchi e non ti sento.
Perchè ti sento e piango perchè mi manchi.
Allora corro e vado avanti.
Senza fiato.
Senza denti.
Senza armi di riserva.
Senza parrucche.
Dove sei rispondi.
Dove sei rispondi.
Dove sei.
Cazzo rispondi.
Ah eccoti.
Allora ti è piaciuta la lettera?
Certamente.
Ah.
Certamente.
Allora bene.
Intanto corro eh, che tra un mese arrivo.
No. No.
Non sono lacrime.
E' sudore!
Che credevi...
Arrivo.
Arrivo eh.
Prima o poi vedrai che arrivo.
Lo prometto.
Buonanotte tesoro buonanotte.
Monday, September 25, 2006
Qui dunque si assise la notte
Così la pioggia mi sveglia mentre mi guardo smagrire riflessa nel vetro.
Questa mattina buia e felice, lieta per aver arginato la rabbia.
Ho scritto un vocabolario nuovo di zecca, domani ti prendo e ti aggiungo alla voce "contento e forse un po' sciocco".
La pioggia non lascia feriti, fa strage di tutto.
Ti porto a dormire con me tra le falde leggere dei gatti e il frullio delle rondini, tra libellule e spago. O mia piccola, fragile me.
Questa mattina buia e felice, lieta per aver arginato la rabbia.
Ho scritto un vocabolario nuovo di zecca, domani ti prendo e ti aggiungo alla voce "contento e forse un po' sciocco".
La pioggia non lascia feriti, fa strage di tutto.
Ti porto a dormire con me tra le falde leggere dei gatti e il frullio delle rondini, tra libellule e spago. O mia piccola, fragile me.
Sunday, September 24, 2006
Mettiti a novanta, dai ah-ah-ah.
Non scrivo, lo so.
Sono una stronza lavativa del cazzo.
Dormirei anche adesso se potessi.
Dormirei una settimana riversa a pancia in giu in lenzuola autopulenti che mi alimentino nel sonno.
Che comodità. Non voglio fare nemmeno lo sforzo di alzare una palpebra.
Sono stata al parco un'oretta. Giusto il tempo di farmi venire un po' di allegria e starnutire di getto. Prima ero scomparsa per giorni, a telefoni spenti. Al parco c'era gente come me, che quando corre si vede che non ce la fa.
Gente che arranca.
Ho la sensazione di essermi dimenticata qualcosa. Qualcosa di serio. Ma non riesco a riordinare la mente. Lascio che la bestia si impadronisca di me, che mi faccia a striscioline di carta per poi usarmi per accendere il camino che tanto ormai è stagione.
Fa piacere, fa sempre piacere. Come perdermi in idee mastodontiche e non riuscire a scrivere intero il mio nome.
Domani, già che ci sono, vado a fare la spesa e compro un cd un po'porno travestito da corso di yoga da sparare a tutto volume quando la figlia dei vicini piange la notte.
Il sesso degli altri coadiuva il sonno - mi dicono.
Buona notte dunque.
Sono una stronza lavativa del cazzo.
Dormirei anche adesso se potessi.
Dormirei una settimana riversa a pancia in giu in lenzuola autopulenti che mi alimentino nel sonno.
Che comodità. Non voglio fare nemmeno lo sforzo di alzare una palpebra.
Sono stata al parco un'oretta. Giusto il tempo di farmi venire un po' di allegria e starnutire di getto. Prima ero scomparsa per giorni, a telefoni spenti. Al parco c'era gente come me, che quando corre si vede che non ce la fa.
Gente che arranca.
Ho la sensazione di essermi dimenticata qualcosa. Qualcosa di serio. Ma non riesco a riordinare la mente. Lascio che la bestia si impadronisca di me, che mi faccia a striscioline di carta per poi usarmi per accendere il camino che tanto ormai è stagione.
Fa piacere, fa sempre piacere. Come perdermi in idee mastodontiche e non riuscire a scrivere intero il mio nome.
Domani, già che ci sono, vado a fare la spesa e compro un cd un po'porno travestito da corso di yoga da sparare a tutto volume quando la figlia dei vicini piange la notte.
Il sesso degli altri coadiuva il sonno - mi dicono.
Buona notte dunque.
Friday, September 22, 2006
Tuesday, September 12, 2006
Saturday, August 26, 2006
La-Luna-Li-Vede
Ora è come trovarsi appesi sull'orlo di un pozzo e non sapere come si è arrivati fin lì.
Insospettatamente priva di nembi.
Cosparsa di cera e di talco verdino.
Mi addormento con a fianco il mio gatto.
Insospettatamente priva di nembi.
Cosparsa di cera e di talco verdino.
Mi addormento con a fianco il mio gatto.
Sunday, July 30, 2006
Bratislava
Atmosfera rarefatta.
Pubblicita' formato grattacielo.
Poca gente e la domenica i biglietti del tram durano 45 minuti invece di 30.
Sta notte siamo stati svegliati da una masnada di neozelandesi in festa. Tutta la mia predisposizione al sociale si e` volatilizzata d`incanto. Li ho pregato di proseguire la loro conversazione dai caratteri decisamente ameni dentro la loro stanza. Mi sono trattenuta dall`appiccare loro fuoco seduta stante. Insomma, sono stata una signora.
Viva la birra!
Che dio ce la mandi buona...
Pubblicita' formato grattacielo.
Poca gente e la domenica i biglietti del tram durano 45 minuti invece di 30.
Sta notte siamo stati svegliati da una masnada di neozelandesi in festa. Tutta la mia predisposizione al sociale si e` volatilizzata d`incanto. Li ho pregato di proseguire la loro conversazione dai caratteri decisamente ameni dentro la loro stanza. Mi sono trattenuta dall`appiccare loro fuoco seduta stante. Insomma, sono stata una signora.
Viva la birra!
Che dio ce la mandi buona...
Thursday, July 20, 2006
Tuesday, July 18, 2006
Sunday, July 9, 2006
Costellazioni idrospaziali.
Vincono.
E gli occhi si trasformano.
Da anima a cinghiale.
Ritorno prenotato con fermata anticipata.
E niente svincolo.
Sempre retti fino a sera.
Sta sera la luna è troppo grande e quasi quasi mi ci affogo.
L'altra notte mi risveglio con l'orrenda sensazione di annegare in una pozza larga circa un metro e mezzo.
Oggi quindi mi premuro e mi maschero la faccia con l'argilla.
Spolvero Omero.
Non lo trovo preparato quindi lo uccido.
Lo ripongo sull'ultimo scaffale.
Nel mentre macchio d'unto i pantaloni e mi abbandono alla bestemmia.
Domenica inutile insensata.
Viaggio cosmico nel niente.
Riaffiora cosparsa di cosmo la casta dei casti blasfemi.
Io invece mi annacquo con stile.
E gli occhi si trasformano.
Da anima a cinghiale.
Ritorno prenotato con fermata anticipata.
E niente svincolo.
Sempre retti fino a sera.
Sta sera la luna è troppo grande e quasi quasi mi ci affogo.
L'altra notte mi risveglio con l'orrenda sensazione di annegare in una pozza larga circa un metro e mezzo.
Oggi quindi mi premuro e mi maschero la faccia con l'argilla.
Spolvero Omero.
Non lo trovo preparato quindi lo uccido.
Lo ripongo sull'ultimo scaffale.
Nel mentre macchio d'unto i pantaloni e mi abbandono alla bestemmia.
Domenica inutile insensata.
Viaggio cosmico nel niente.
Riaffiora cosparsa di cosmo la casta dei casti blasfemi.
Io invece mi annacquo con stile.
Friday, July 7, 2006
Thursday, July 6, 2006
Vorrei andarmene dal Papa

La vodka non basta. In certi casi servirebbe di più.
Per questo sta sera da sola mi lacco le unghie di rosso fiammante.
Perchè può darsi non possa farlo mai più.
Accarezzo l'idea di rasarmi la testa e vestirmi di verde smeraldo.
Poi di scagliarmi con forza contro un cavallo che va un po' al passo e un po' al trotto.
Di fargli BU!
E... cucusettete!
Infine mi vedo sgattare di brutto appoggiata ad un palo per lo spavento.
Chissà che solventi hanno messo in questo cazzo di smalto.
Mi annuso le unghie e vado a dormire
Wednesday, June 28, 2006
Io odio Andy Warhol

Quindi cosa accade?
La gente muore e si sposa.
Tutto in un attimo e senza preavviso, quasi come fosse normale.
Schiacciandoti un punto nero ti accorgi che qualcosa non va.
Magari ti manca la faccia.
Oppure hai un fagiolo nel ventre.
Ormai la mia Occupazione Principale è mettermi le dita nel naso sperando di trovare qualcosa di buono là in fondo.
Magari un bambino o un cane peloso.
Magari un mammuth che potrebbe ridarmi prestigio.
A Natale non manca poi molto ed ho voglia di patate fritte.
Basta avere pazienza e aspettarsi un miracolo.
Wednesday, June 21, 2006
My best friend, Jhonny Walker
Questo lavoro mi rende infelice.
Questo lavoro mi ammorba come un'ascella che non conosce sapone da Pasqua a Natale.
Questo lavoro è la piaga che spurga ogni mattina macchiando la mia sottoveste di seta.
La mia capa è il batterio saprofita che succhia via la ninfa vitale anche dai morti.
Ed è da un po' che mi sento cadavere.
Inutile nevrotica stolta.
Che poi dico, passi il fatto che si mastica le mie penne,
che si mastica le gomme rendendole inservibili,
che mette i piedi nudi sulla mia sedia,
che quando beve l'acqua gasata fa i ruttini,
ma la scala Pantone in bocca NO.
E che cazzo.
La scala Pantone in bocca non si può.
Questo lavoro mi ammorba come un'ascella che non conosce sapone da Pasqua a Natale.
Questo lavoro è la piaga che spurga ogni mattina macchiando la mia sottoveste di seta.
La mia capa è il batterio saprofita che succhia via la ninfa vitale anche dai morti.
Ed è da un po' che mi sento cadavere.
Inutile nevrotica stolta.
Che poi dico, passi il fatto che si mastica le mie penne,
che si mastica le gomme rendendole inservibili,
che mette i piedi nudi sulla mia sedia,
che quando beve l'acqua gasata fa i ruttini,
ma la scala Pantone in bocca NO.
E che cazzo.
La scala Pantone in bocca non si può.
Monday, June 19, 2006
Sunday, June 18, 2006
Pavlov pà piciu
Tossicchia fanfaluca convinta di convincere te.
Non sei buona nemmeno ad ammaccare una mela.
Immunità per certi pensieri violenti come "Possesso" o "Passione".
Invece a sorpresa, ma solo per un momento, per poi diventare gomma per falangi e meningi.
Reagisco a stimoli e impulsi preordinati raccolti in volumi numerati dal dodici al sette.
Come una cagna di Pavlov ma senza boccone di premio.
Abbaia scodinzola succhia mordi attacca.
Barista, dammi il solito.
Ti prego perchè la domenica non mi cresce la barba.
Non sei buona nemmeno ad ammaccare una mela.
Immunità per certi pensieri violenti come "Possesso" o "Passione".
Invece a sorpresa, ma solo per un momento, per poi diventare gomma per falangi e meningi.
Reagisco a stimoli e impulsi preordinati raccolti in volumi numerati dal dodici al sette.
Come una cagna di Pavlov ma senza boccone di premio.
Abbaia scodinzola succhia mordi attacca.
Barista, dammi il solito.
Ti prego perchè la domenica non mi cresce la barba.
Monday, May 29, 2006
Collaterale
Una cosa è per il bene.
L'altra è per il male.
Da qualsiasi lato la guardi non ha forma, non ha senso, non ha scienza nè tantomeno esperimento.
Questa fiaccola di ammonio che arde flebile e consuma.
Così scatola infiammabile contengo.
Rannicchiata tra i tentacoli del vento la speranza che alla fine tutto quanto bruci in fretta.
L'altra è per il male.
Da qualsiasi lato la guardi non ha forma, non ha senso, non ha scienza nè tantomeno esperimento.
Questa fiaccola di ammonio che arde flebile e consuma.
Così scatola infiammabile contengo.
Rannicchiata tra i tentacoli del vento la speranza che alla fine tutto quanto bruci in fretta.
Monday, May 22, 2006
Wednesday, May 17, 2006
Fashion and victims
In un film Nanni Moretti guardava i piedi della gente passare da un lucernario.
Da questa nuova postazione faccio lo stesso, ma rispetto ad allora nessuno più indossa espadrillas.
Da questa nuova postazione faccio lo stesso, ma rispetto ad allora nessuno più indossa espadrillas.
Wednesday, May 10, 2006
Oh capitano mio capitano!
Fuori maggio.
Dentro novembre.
Come le foglie che stramazzano e la notte angusta e gobba per il ghiaccio.
E io dormo con la zucca fra cuscini a balze e calzini felpati rossi per non rischiare di smarrire i piedi al buio.
Oggi è un giorno qualunque.
Speso a sgretolare le dita come gessi alla lavagna.
Speso a gomitoli e guanti.
Speso come si spende una cosa così.
Che non vale niente.
Oh capitano, mio capitano!
Canto l'inno ai tappi per le orecchie.
Ai bastoncini del caffè.
Alle tegole sui tetti.
Alle spalle incappucciate dentro plaid di pile azzurro.
E alle luci stroboscopiche che mi ronzano negli occhi.
Canto un inno anche per te, che sorridi la domenica abbracciandoti al TG.
Salvagente nella nebbia.
Così poi ci troveremo tutti insieme a contare gli eremiti.
Dentro novembre.
Come le foglie che stramazzano e la notte angusta e gobba per il ghiaccio.
E io dormo con la zucca fra cuscini a balze e calzini felpati rossi per non rischiare di smarrire i piedi al buio.
Oggi è un giorno qualunque.
Speso a sgretolare le dita come gessi alla lavagna.
Speso a gomitoli e guanti.
Speso come si spende una cosa così.
Che non vale niente.
Oh capitano, mio capitano!
Canto l'inno ai tappi per le orecchie.
Ai bastoncini del caffè.
Alle tegole sui tetti.
Alle spalle incappucciate dentro plaid di pile azzurro.
E alle luci stroboscopiche che mi ronzano negli occhi.
Canto un inno anche per te, che sorridi la domenica abbracciandoti al TG.
Salvagente nella nebbia.
Così poi ci troveremo tutti insieme a contare gli eremiti.
Monday, April 17, 2006
Російська Революція
Dunque, la situazione è più o meno questa.
C'è la guerra civile.
Vladimir Il'iċ, meglio noto come Lenin pensa che affamare i contadini e epurare gli oppositori sia un passo necessario per rafforzare la rivoluzione.
La gente si spara, si ammazza, si scuoia, si appende agli alberi a testa in giù.
Un bel corrollario di porcate.
Una tale socialrivoluzionariadisinistraebrea Fanny Kaplan spara tre colpi di pistola addosso a Lenin.
Ma egli non muore.
Che disdetta.
Je ne sais pas où je vais, mais j'y vais resolutement
C'è la guerra civile.
Vladimir Il'iċ, meglio noto come Lenin pensa che affamare i contadini e epurare gli oppositori sia un passo necessario per rafforzare la rivoluzione.
La gente si spara, si ammazza, si scuoia, si appende agli alberi a testa in giù.
Un bel corrollario di porcate.
Una tale socialrivoluzionariadisinistraebrea Fanny Kaplan spara tre colpi di pistola addosso a Lenin.
Ma egli non muore.
Che disdetta.
Je ne sais pas où je vais, mais j'y vais resolutement
Monday, April 3, 2006
Lucciole per lamponi.
Stupore nel sentirti mancare, diverso, presente.
Collego gli stralci di un nostro avvenire, con te che sorridi ed io a braccia conserte.
Favole colte di lusso. E giorni di fragole e mele.
Chi di notte si perde nei boschi e poi si sveglia in una stanza piena di sole.
Non devono averlo scordato balene polpi e sirene quanto mi piace starti a sentire e contare le briciole in cielo se la sera tarda a venire.
Quando avevo sei anni non avevo due denti davanti. Poi sono cresciuti. Uno alto e uno basso.
Talvolta mi vedo ancora così, con le dita educatamente nel naso.
Tu invece scommetto che portavi già la cravatta e moltiplicavi le rane al quadrato.
Ho mandato un biglietto alle stelle senza nemmeno domandarmi perchè. L'ho serrato in un palloncino di lattice che tenevo con tre nastri intrecciati. Ricordo di averlo mollato, ma senza guardare che direzione prendeva.
Invece tu hai uno spessore gradito al contatto, che valuto ogni volta con circospezione.
Mentre sorridi ancora una volta... buona notte buona notte buona notte.
Collego gli stralci di un nostro avvenire, con te che sorridi ed io a braccia conserte.
Favole colte di lusso. E giorni di fragole e mele.
Chi di notte si perde nei boschi e poi si sveglia in una stanza piena di sole.
Non devono averlo scordato balene polpi e sirene quanto mi piace starti a sentire e contare le briciole in cielo se la sera tarda a venire.
Quando avevo sei anni non avevo due denti davanti. Poi sono cresciuti. Uno alto e uno basso.
Talvolta mi vedo ancora così, con le dita educatamente nel naso.
Tu invece scommetto che portavi già la cravatta e moltiplicavi le rane al quadrato.
Ho mandato un biglietto alle stelle senza nemmeno domandarmi perchè. L'ho serrato in un palloncino di lattice che tenevo con tre nastri intrecciati. Ricordo di averlo mollato, ma senza guardare che direzione prendeva.
Invece tu hai uno spessore gradito al contatto, che valuto ogni volta con circospezione.
Mentre sorridi ancora una volta... buona notte buona notte buona notte.
Per ogni sconfitta una vittoria...
Oggi sono tornata a casa veramente incazzata.
Ho ritirato un atto giudiziario che mi impone di pagare 71€+9,82€ per aver parcheggiato la vespa sul marciapiede di corso novara 45 il 9 novembre 2005 laddove di solito campeggiano zingari, montagne di munnezza e puttane (tant'è che alle volte mi preoccupa il fatto che qualcuno possa sbattersi la zozza lì, sul mio sellino Piaggio).
A costo di sembrare Don Chisciotte contro i mulini a vento mi lancerò in una guerra all'ultimo sangue contro questi vigili maledetti che invece di farsi irretire dalla signora professionista o farsi sfilare il portafoglio dal signor zingaro multano la sottoscritta, onesta cittadina colpevole solo di non volersi far ciulare il suo unico mezzo di trasporto.
Vi odio tutti bastardi!
A seguire è esploso in me il bisogno di vendetta.
Sono scesa in cortile armata di spic e span e con l'abilità di mastrolindo ho nettato la signora vespa, l'ho portata a pranzo fuori e le ho persino gonfiato le gomme.
Dopo quattro mesi di letargo Gelinda è tornata a colpire.
Al primo colpo di pedale sonora si è impennata e scoppiettando come una manciata di raudi mi ha portato via in un'infinita sequenza di contromano, inversioni a U, sorpassi pericolosi, rossi bruciati, bambini investiti e vecchiette rapinate.
Ma mai, MAI più, una sosta su un marciapiede.
Ho ritirato un atto giudiziario che mi impone di pagare 71€+9,82€ per aver parcheggiato la vespa sul marciapiede di corso novara 45 il 9 novembre 2005 laddove di solito campeggiano zingari, montagne di munnezza e puttane (tant'è che alle volte mi preoccupa il fatto che qualcuno possa sbattersi la zozza lì, sul mio sellino Piaggio).
A costo di sembrare Don Chisciotte contro i mulini a vento mi lancerò in una guerra all'ultimo sangue contro questi vigili maledetti che invece di farsi irretire dalla signora professionista o farsi sfilare il portafoglio dal signor zingaro multano la sottoscritta, onesta cittadina colpevole solo di non volersi far ciulare il suo unico mezzo di trasporto.
Vi odio tutti bastardi!
A seguire è esploso in me il bisogno di vendetta.
Sono scesa in cortile armata di spic e span e con l'abilità di mastrolindo ho nettato la signora vespa, l'ho portata a pranzo fuori e le ho persino gonfiato le gomme.
Dopo quattro mesi di letargo Gelinda è tornata a colpire.
Al primo colpo di pedale sonora si è impennata e scoppiettando come una manciata di raudi mi ha portato via in un'infinita sequenza di contromano, inversioni a U, sorpassi pericolosi, rossi bruciati, bambini investiti e vecchiette rapinate.
Ma mai, MAI più, una sosta su un marciapiede.
Tuesday, March 28, 2006
Ci tengo ad aggiungere che le statistiche dicono che la gente arriva qui cercando:
colla per manifesti 9 8,33%
cazzi flosci 5 4,63%
images 4 3,70%
"colla per manifesti" 4 3,70%
colla manifesti 3 2,78%
la quiete la fine non è la fine 3 2,78%
"in culo oggi no" 2 1,85%
cilicio 2 1,85%
leghe ho camminato 2 1,85%
mani screpolate 2 1,85%
persone smarrite 2 1,85%
siringa 2 1,85%
sono brutta 2 1,85%
"cinema bianchini" 1 0,93%
"colla per manifesti " 1 0,93%
"colla"manifesti 1 0,93%
"naso rosso" 1 0,93%
"non ho amici" 1 0,93%
"piazza bodoni" "sabato sera" 1 0,93%
"platani" 1 0,93%
aforismi lavorativi 1 0,93%
biscotti digestive 1 0,93%
bottiglietta d acqua avvelenata 1 0,93%
bruchi verdi 1 0,93%
chi è john wayne 1 0,93%
cloppete 1 0,93%
coliche 1 0,93%
colpi di sonno 1 0,93%
consolato ucraino milano 1 0,93%
consolato ucraino roma 1 0,93%
cugine tettone 1 0,93%
divani in pelle di toro 1 0,93%
domenica 17 luglio 2005 il mio matrimonio 1 0,93%
fade out again blog 1 0,93%
fare colla per manifesti 1 0,93%
fumo di candeggina 1 0,93%
geranei bruchi 1 0,93%
ho metastasi dappertutto 1 0,93%
ikea di casablanca 1 0,93%
ikea+design+svedese 1 0,93%
il computer fa vomitare? 1 0,93%
in culo oggi no 1 0,93%
kanederlo 1 0,93%
la fine non è la fine 1 0,93%
legume fosforescente 1 0,93%
lui mi sculaccia 1 0,93%
lutzk 1 0,93%
mamma mia che puzza scusate 1 0,93%
misantropa 1 0,93%
muchachevo 1 0,93%
mutande ghisa 1 0,93%
naso gelato 1 0,93%
naso rosso 1 0,93%
non ci sei 1 0,93%
non macchiare camicia con trucco 1 0,93%
numeri ucraini 1 0,93%
padre che sculaccia 1 0,93%
palloso 1 0,93%
perchè si fuma? 1 0,93%
pvada 1 0,93%
que es el mio epitelio? 1 0,93%
ricetta verze matte 1 0,93%
robe di kappa praga 1 0,93%
rotore e divergenza 1 0,93%
sale prova a centocelle 1 0,93%
scala tonale 1 0,93%
senza arti 1 0,93%
siringa nel culo 1 0,93%
siringa in culo ai bambini 1 0,93%
siringa nel culo 1 0,93%
siringhe nel culo di uomini 1 0,93%
souvenir ucraini 1 0,93%
squaquerello 1 0,93%
trasportare pacchi ikea trucchi 1 0,93%
ucraina lutzk 1 0,93%
violetta bauregarde 1 0,93%
voglia di scoreggiare 1 0,93%
voglio fumare 1 0,93%
vorrei sapere come si chiamava il cavallo di alessandro magno 1 0,93%
Totale 108 100,00%
cazzi flosci 5 4,63%
images 4 3,70%
"colla per manifesti" 4 3,70%
colla manifesti 3 2,78%
la quiete la fine non è la fine 3 2,78%
"in culo oggi no" 2 1,85%
cilicio 2 1,85%
leghe ho camminato 2 1,85%
mani screpolate 2 1,85%
persone smarrite 2 1,85%
siringa 2 1,85%
sono brutta 2 1,85%
"cinema bianchini" 1 0,93%
"colla per manifesti " 1 0,93%
"colla"manifesti 1 0,93%
"naso rosso" 1 0,93%
"non ho amici" 1 0,93%
"piazza bodoni" "sabato sera" 1 0,93%
"platani" 1 0,93%
aforismi lavorativi 1 0,93%
biscotti digestive 1 0,93%
bottiglietta d acqua avvelenata 1 0,93%
bruchi verdi 1 0,93%
chi è john wayne 1 0,93%
cloppete 1 0,93%
coliche 1 0,93%
colpi di sonno 1 0,93%
consolato ucraino milano 1 0,93%
consolato ucraino roma 1 0,93%
cugine tettone 1 0,93%
divani in pelle di toro 1 0,93%
domenica 17 luglio 2005 il mio matrimonio 1 0,93%
fade out again blog 1 0,93%
fare colla per manifesti 1 0,93%
fumo di candeggina 1 0,93%
geranei bruchi 1 0,93%
ho metastasi dappertutto 1 0,93%
ikea di casablanca 1 0,93%
ikea+design+svedese 1 0,93%
il computer fa vomitare? 1 0,93%
in culo oggi no 1 0,93%
kanederlo 1 0,93%
la fine non è la fine 1 0,93%
legume fosforescente 1 0,93%
lui mi sculaccia 1 0,93%
lutzk 1 0,93%
mamma mia che puzza scusate 1 0,93%
misantropa 1 0,93%
muchachevo 1 0,93%
mutande ghisa 1 0,93%
naso gelato 1 0,93%
naso rosso 1 0,93%
non ci sei 1 0,93%
non macchiare camicia con trucco 1 0,93%
numeri ucraini 1 0,93%
padre che sculaccia 1 0,93%
palloso 1 0,93%
perchè si fuma? 1 0,93%
pvada 1 0,93%
que es el mio epitelio? 1 0,93%
ricetta verze matte 1 0,93%
robe di kappa praga 1 0,93%
rotore e divergenza 1 0,93%
sale prova a centocelle 1 0,93%
scala tonale 1 0,93%
senza arti 1 0,93%
siringa nel culo 1 0,93%
siringa in culo ai bambini 1 0,93%
siringa nel culo 1 0,93%
siringhe nel culo di uomini 1 0,93%
souvenir ucraini 1 0,93%
squaquerello 1 0,93%
trasportare pacchi ikea trucchi 1 0,93%
ucraina lutzk 1 0,93%
violetta bauregarde 1 0,93%
voglia di scoreggiare 1 0,93%
voglio fumare 1 0,93%
vorrei sapere come si chiamava il cavallo di alessandro magno 1 0,93%
Totale 108 100,00%
Monday, March 27, 2006
Così mi lascio ferire
La natura viaggia secondo regole strane.
La mia mente ne segue altre.
Per questo lascio che nell'incavo del collo si formi una pozza tutte le volte che piango.
Perchè un giorno tu te ne accorga e possa toglierti la sete per sempre.
La mia mente ne segue altre.
Per questo lascio che nell'incavo del collo si formi una pozza tutte le volte che piango.
Perchè un giorno tu te ne accorga e possa toglierti la sete per sempre.
Tuesday, March 21, 2006
Rational thought, minimal knowledge
Ho trovato tra vecchie carte una moneta d'argento con Dante sul retro.
Credo me l'abbia regalata mia nonna.
Io non credo che la gente abbia bisogno di staccare i calcinacci dai muri e di trangugiarli.
Anche se manca tutto il calcio del sangue.
Ma la fame che mi divora mi spinge a mettere in bocca la moneta e a saggiare la sua storia microbica.
Credevo questo fosse qualcosa di sorpassato.
Invece mi angoscio ancora e ancora.
Soffermandomi davanti a uno specchio per vedere se il busto rientra in sè stesso. Se la braga sta larga. Se chissà quale altra diavoleria.
Davvero, pensavo di avere chiuso il capitolo.
Invece mi prendo alle spalle da sola.
Credo ci sia un vuoto di potere dentro di me che non mi fa comandare.
Credo spieghi anche certe involontarie secchezze. Alcuni spasmi alla bocca sul far delle sei che mi contorco e non mi muovo e mi sveglio dal male.
Credo,penso e so poco.
Per sicurezza ho riposto la moneta coi suoi microbi in un salvadanaio a forma di cane.
Non vorrei trovarmi un giorno senza argento nel sangue.
Credo me l'abbia regalata mia nonna.
Io non credo che la gente abbia bisogno di staccare i calcinacci dai muri e di trangugiarli.
Anche se manca tutto il calcio del sangue.
Ma la fame che mi divora mi spinge a mettere in bocca la moneta e a saggiare la sua storia microbica.
Credevo questo fosse qualcosa di sorpassato.
Invece mi angoscio ancora e ancora.
Soffermandomi davanti a uno specchio per vedere se il busto rientra in sè stesso. Se la braga sta larga. Se chissà quale altra diavoleria.
Davvero, pensavo di avere chiuso il capitolo.
Invece mi prendo alle spalle da sola.
Credo ci sia un vuoto di potere dentro di me che non mi fa comandare.
Credo spieghi anche certe involontarie secchezze. Alcuni spasmi alla bocca sul far delle sei che mi contorco e non mi muovo e mi sveglio dal male.
Credo,penso e so poco.
Per sicurezza ho riposto la moneta coi suoi microbi in un salvadanaio a forma di cane.
Non vorrei trovarmi un giorno senza argento nel sangue.
Thursday, March 16, 2006
Demente hairdo

Camminando di fronte a una camera oscura mi sono accorta di come il cervello ci faccia credere di camminare per terra quando in realtà abbiamo i piedi cuciti al soffitto.
Wednesday, March 15, 2006
Tuesday, March 14, 2006
Pensieri analfabeti
Ho problemi a dissolvere la nebbia che mi attira di notte.
Mi sveglio al mattino col cuore avvolto da metri di scotch e una scomoda idea di fuga a dirotto.
Pruriginosi pensieri di abbandono.
Tu siedi scomposto al tavolo e scrivi numeri e segni.
Io fatico a trovare un ritmo vitale che mi sostenga domani.
Oggi lo stesso.
Mi sento come una viaggiatrice al rovescio e mi viene la nausea per tutti questi metri a testa in giù.
C'erano giorni in cui il tempo non andava avanti e per ogni pensiero non bastava una scatola.
C'era il sole e guardavo oltre il vetro un pesco striminzito, spoglio ad agosto. Dormivo su un divano coperto da stoffe peruviane sentendo un pianoforte preso a vivo. Mentre tu su un treno o su un lago fumavi o ridevi.
Ci sono giorni in cui c'è il sole.
E giorni in cui ci vedo tenerci stretti sotto il Sacro Cuore per proteggerci dal vento.
Giorni come questo in cui vorrei solo saperti qui, ma senza pressarti, per non dover andar via.
Per restare con te ancora mille istanti a guardare intiepiditi il soffitto.
Senza timore.
Vorrei lo sapessi.
Avanza paura per il bisogno che ancora ho di te, che vorrei non finisse, perchè resti, tra tutte, la cosa migliore che ho.
Mi sveglio al mattino col cuore avvolto da metri di scotch e una scomoda idea di fuga a dirotto.
Pruriginosi pensieri di abbandono.
Tu siedi scomposto al tavolo e scrivi numeri e segni.
Io fatico a trovare un ritmo vitale che mi sostenga domani.
Oggi lo stesso.
Mi sento come una viaggiatrice al rovescio e mi viene la nausea per tutti questi metri a testa in giù.
C'erano giorni in cui il tempo non andava avanti e per ogni pensiero non bastava una scatola.
C'era il sole e guardavo oltre il vetro un pesco striminzito, spoglio ad agosto. Dormivo su un divano coperto da stoffe peruviane sentendo un pianoforte preso a vivo. Mentre tu su un treno o su un lago fumavi o ridevi.
Ci sono giorni in cui c'è il sole.
E giorni in cui ci vedo tenerci stretti sotto il Sacro Cuore per proteggerci dal vento.
Giorni come questo in cui vorrei solo saperti qui, ma senza pressarti, per non dover andar via.
Per restare con te ancora mille istanti a guardare intiepiditi il soffitto.
Senza timore.
Vorrei lo sapessi.
Avanza paura per il bisogno che ancora ho di te, che vorrei non finisse, perchè resti, tra tutte, la cosa migliore che ho.
Tuesday, February 28, 2006
Low batteries
Arrivo alle quattro con la lingua fuori dai denti e gli occhi che roteano.
Mi preoccupo e mi affanno e non credo di aver nemmeno memoria di cosa vuol dire dormire un sonno tranquillo.
Per il resto fatica fatica fatica e qualche soddisfazione. Qualche. Non esageriamo.
Ora provo ad andare a letto, chè ho due birre calde e un the gelato sulla scrivania e l'idea mi repelle.
Domani staranno comunque meglio di me.
Mi preoccupo e mi affanno e non credo di aver nemmeno memoria di cosa vuol dire dormire un sonno tranquillo.
Per il resto fatica fatica fatica e qualche soddisfazione. Qualche. Non esageriamo.
Ora provo ad andare a letto, chè ho due birre calde e un the gelato sulla scrivania e l'idea mi repelle.
Domani staranno comunque meglio di me.
Monday, February 27, 2006
Saturday, February 18, 2006
Friday, February 17, 2006
Noioso abbastanza. Moderato palloso.
Queste serate marocchine sembrano non finire mai.
Intrappolata tra una cassa e una lampada da 108 euro e 40 centesimi guardo passare armate di ragazzini che consumano the. Giovani torinesi che bevono Shirley Temple.
Io lì invece leggo Omero.
E mi tedio.
Appello per amici giovani e vecchi.
Portatemi ristoro all'Hafa Cafè prima che la noia mi faccia venire le rughe.
Intrappolata tra una cassa e una lampada da 108 euro e 40 centesimi guardo passare armate di ragazzini che consumano the. Giovani torinesi che bevono Shirley Temple.
Io lì invece leggo Omero.
E mi tedio.
Appello per amici giovani e vecchi.
Portatemi ristoro all'Hafa Cafè prima che la noia mi faccia venire le rughe.
Wednesday, February 15, 2006
Chi è John Wayne? Sono io John Wayne.
Mi sconsola vederti indossare coturni maschere e tuniche.
Danzi la danza di John Wayne attorno al suo bicchiere di whiskey con il fedele fucile o la adorata pistola.
Ti guardo sparato come una mina perdere terra dai piedi.
Ti involvi però senza raTione e quante cose da dirti se le volessi sentire.
Ma no, mi trasformo in indiano e chissà magari esci fuori a darmi la caccia.
PUM! PUM!
Danzi la danza di John Wayne attorno al suo bicchiere di whiskey con il fedele fucile o la adorata pistola.
Ti guardo sparato come una mina perdere terra dai piedi.
Ti involvi però senza raTione e quante cose da dirti se le volessi sentire.
Ma no, mi trasformo in indiano e chissà magari esci fuori a darmi la caccia.
PUM! PUM!
Friday, February 3, 2006
Pianerottolo di una caverna
Ho visto in faccia il creato.
Affondato le dita nella terra salata.
Leccato la sabbia dagli angoli.
Ieri con le braccia svuotate ho visto un altro giorno scappare.
Volevo dirti che vedrai che non sei sola a guardare in faccia il nero che riflette.
Volevo dirti che non sei il solo a non avere spalle grandi abbastanza.
Volevo dirvi che ho assaggiato con la bocca il creato e che ha sempre il medesimo gusto di pesce frollato con sprazzi fioriti.
In fondo nella vita non serve un palato per saper scegliere le cose che ami.
Affondato le dita nella terra salata.
Leccato la sabbia dagli angoli.
Ieri con le braccia svuotate ho visto un altro giorno scappare.
Volevo dirti che vedrai che non sei sola a guardare in faccia il nero che riflette.
Volevo dirti che non sei il solo a non avere spalle grandi abbastanza.
Volevo dirvi che ho assaggiato con la bocca il creato e che ha sempre il medesimo gusto di pesce frollato con sprazzi fioriti.
In fondo nella vita non serve un palato per saper scegliere le cose che ami.
Friday, January 27, 2006
Don't hold yourself in a so great esteem. You don't deserve it.
Se ora mi arrampico sul trespolo altro fare non posso se non vomitarvi in testa.
Questo è un fare assai modesto perchè delle vostre lettere maiuscole non ne faccio nemmeno un fascio di sterpi.
Sarò io a dire ciò che di Maiuscolo c'è.
Sarò io a incollarvi sull'iride l'innata etichetta che da sempre vi attaccano addosso.
Sfigati si nasce ragazzi, la differenza sta nell'accettare il fardello e saperlo indossare con stile.
Ora ditemi Condottieri del Nulla, Filosofi del Gorgonzola, Teorici della bottiglia di vino di Auchan, cosa abbiamo da dirci se non ciao, come va?
Vivi sempre dai tuoi? Combatti sempre al fianco dei giusti con bandiere bruciate e denunce mai prese?
Io, che mediocre son nata, dalla mia sedia accudita vi scruto e, dondolando annoiata la testa, vi giudico per quello che siete.
Infallibili e stupidi stronzi.
Questo è un fare assai modesto perchè delle vostre lettere maiuscole non ne faccio nemmeno un fascio di sterpi.
Sarò io a dire ciò che di Maiuscolo c'è.
Sarò io a incollarvi sull'iride l'innata etichetta che da sempre vi attaccano addosso.
Sfigati si nasce ragazzi, la differenza sta nell'accettare il fardello e saperlo indossare con stile.
Ora ditemi Condottieri del Nulla, Filosofi del Gorgonzola, Teorici della bottiglia di vino di Auchan, cosa abbiamo da dirci se non ciao, come va?
Vivi sempre dai tuoi? Combatti sempre al fianco dei giusti con bandiere bruciate e denunce mai prese?
Io, che mediocre son nata, dalla mia sedia accudita vi scruto e, dondolando annoiata la testa, vi giudico per quello che siete.
Infallibili e stupidi stronzi.
Tuesday, January 24, 2006
Nel caso che... non si sa mai.
Diciotto gradi e polvere gelata.
Il vuoto aumenta e il tremito è immoto, senza respiro.
Questo giorno manca di occhi per guardare.
Realizzerei un capitale vendendo ogni momento perso nel sogno di un incontro.
Qualcosa riguardo le solite parole dette di notte
con poco sonno da gustare tra un addio e un dopodomani.
Fanno rima soltanto con me che ti bacio sotto un portone.
Belle queste lacrime azzurre che ancora mi rigano il mento.
Credo di volerti parlare.
Per gustare il sapore del tabacco che fumi.
Per sentire che suoni Chopin con i limiti del caso.
Per tagliare in verticale il Camoscio d'oro e fare la pizza migliore.
Per pensare che posso abbandonarmi da un lato e sapere che mi raccogli con guanti di felpa.
Perciò ti guardo snocciolare i tuoi ossi e continuo a pensare che il mio posto è con te.
Il vuoto aumenta e il tremito è immoto, senza respiro.
Questo giorno manca di occhi per guardare.
Realizzerei un capitale vendendo ogni momento perso nel sogno di un incontro.
Qualcosa riguardo le solite parole dette di notte
con poco sonno da gustare tra un addio e un dopodomani.
Fanno rima soltanto con me che ti bacio sotto un portone.
Belle queste lacrime azzurre che ancora mi rigano il mento.
Credo di volerti parlare.
Per gustare il sapore del tabacco che fumi.
Per sentire che suoni Chopin con i limiti del caso.
Per tagliare in verticale il Camoscio d'oro e fare la pizza migliore.
Per pensare che posso abbandonarmi da un lato e sapere che mi raccogli con guanti di felpa.
Perciò ti guardo snocciolare i tuoi ossi e continuo a pensare che il mio posto è con te.
Sunday, January 22, 2006
Sacchetti di merda -
E' bello sapere che il lunedì prima o poi arriva nella sua veste di indice settimanale.
Difatti la domenica per sua natura fa sempre schifo.
Mi consolo pensando a quante ore strazianti mi allontanano dalla sveglia di domani.
Quanti altri minuti davanti allo stesso libro o a programmi televisivi annientanti.
Personifico oggi l'emblema del sacchetto di merda.
Non perchè non evacuo da sei settimane.
Piuttosto direi che sono un microclima microbiologico microbicamente appestante.
Dentro al mio sacchettino di plastica fa molto molto caldo.
Dentro al mio sacchettino di plastica ci sono liquidi e solidi in abbondanza, sapientemente rimestati dal mio battito cardiaco.
Dentro al mio sacchettino vige uno stato autarchico.
Produco consumo riciclo.
Dicono che mi hanno vista in una vetrina venduta abbinata ad una paletta.
Spero mi contattino per le Royalties.
Oggi personifico l'emblema di un sacchetto di merda della domenica.
Sono pronta ad esplodere sollevando una simpatica pioggia atomica.
Difatti la domenica per sua natura fa sempre schifo.
Mi consolo pensando a quante ore strazianti mi allontanano dalla sveglia di domani.
Quanti altri minuti davanti allo stesso libro o a programmi televisivi annientanti.
Personifico oggi l'emblema del sacchetto di merda.
Non perchè non evacuo da sei settimane.
Piuttosto direi che sono un microclima microbiologico microbicamente appestante.
Dentro al mio sacchettino di plastica fa molto molto caldo.
Dentro al mio sacchettino di plastica ci sono liquidi e solidi in abbondanza, sapientemente rimestati dal mio battito cardiaco.
Dentro al mio sacchettino vige uno stato autarchico.
Produco consumo riciclo.
Dicono che mi hanno vista in una vetrina venduta abbinata ad una paletta.
Spero mi contattino per le Royalties.
Oggi personifico l'emblema di un sacchetto di merda della domenica.
Sono pronta ad esplodere sollevando una simpatica pioggia atomica.
Sunday, January 15, 2006
Jobì Jobà
C'è stato un tempo in cui ho pensato che cucirsi il naso alle orecchie fosse un buon metodo per non sentire.
Ho scoperto che in realtà il sistema migliore è cucire le orecchie al naso.
Tappano meglio i buchi e danno risultati estetici stupefacenti.
Ho scoperto che in realtà il sistema migliore è cucire le orecchie al naso.
Tappano meglio i buchi e danno risultati estetici stupefacenti.
Tuesday, January 10, 2006
Horns and tails
Gray chairs cold but here for me
thankfully I don't miss your skin
or the way that you always have something to say
lose myself in you
cut it into you
with my rusty fingers
what I'd do for one more day
without you
I'm leaving again on metal heart breaker
all I wanted to say was
fuck you
miles away but you still seem to be here
I never took your eyes out of my bag
Mi sono alzata con questa canzone dei Poison the well in testa ed è buffo perchè non vuol dire niente per me.
Inoltre è un pezzo schitarroso e piagnone e oggi non mi sento nessuna di queste cose.
Oggi mi sento senza più un pelo addosso.
thankfully I don't miss your skin
or the way that you always have something to say
lose myself in you
cut it into you
with my rusty fingers
what I'd do for one more day
without you
I'm leaving again on metal heart breaker
all I wanted to say was
fuck you
miles away but you still seem to be here
I never took your eyes out of my bag
Mi sono alzata con questa canzone dei Poison the well in testa ed è buffo perchè non vuol dire niente per me.
Inoltre è un pezzo schitarroso e piagnone e oggi non mi sento nessuna di queste cose.
Oggi mi sento senza più un pelo addosso.
Monday, January 9, 2006
Friday, January 6, 2006
Ho sempre il naso rosso

Domani ti prego portami ancora con te.
Sottobraccio ti voglio guidare tra le strade e le piazze e i negozi.
E tornare poi a casa con le lacrime agli occhi ed un lungo naso gelato.
Friday, December 23, 2005
Monday, December 12, 2005
Smack your face with my wide left hand
Affogata in densi strati di piume color tovaglia.
Che colore inutile il giallo se ti vesti solo di grigio.
La testa inutile screpolata dagli istanti in cui ti assenti.
Crederò di non vedere più il cielo, ma per sempre nere coperte pomeridiane assalite da orde festanti di lacrime.
Ogni tuo addio è una schiena appoggiata ad un muro.
Sorpresa da gelidi aculei di bucciato.
Graffi sulle dita. Neve, gelo e un soffio.
Così ho schiantato le ginocchia per terra, oggi.
Sempre in silenzio.
Ieri la faccia sulla tua spalla.
Per finire col declamare un inesorabile "Imbecille!"
E tu che mi intimi di piantarla con questa pantomima, signorina.
Tu, pelle di plantigrado avvolta intorno, infestonato di muschi e di licheni.
Nei mesi del letargo non ti lascio assopire.
Guardarti così, sfrondato, perdere linfa dagli occhi a grandi singhiozzi come un grande motore senza benzina.
Quest'amore così insensato.
Che se non fosse perchè ti amo allora ti prenderei a sberle sulla faccia usando intera la sinistra.
Fino a non ricordarmene più.
Chè per imparare quello che serve serviranno decenni. ma che io sappia non c'è fretta.
Che colore inutile il giallo se ti vesti solo di grigio.
La testa inutile screpolata dagli istanti in cui ti assenti.
Crederò di non vedere più il cielo, ma per sempre nere coperte pomeridiane assalite da orde festanti di lacrime.
Ogni tuo addio è una schiena appoggiata ad un muro.
Sorpresa da gelidi aculei di bucciato.
Graffi sulle dita. Neve, gelo e un soffio.
Così ho schiantato le ginocchia per terra, oggi.
Sempre in silenzio.
Ieri la faccia sulla tua spalla.
Per finire col declamare un inesorabile "Imbecille!"
E tu che mi intimi di piantarla con questa pantomima, signorina.
Tu, pelle di plantigrado avvolta intorno, infestonato di muschi e di licheni.
Nei mesi del letargo non ti lascio assopire.
Guardarti così, sfrondato, perdere linfa dagli occhi a grandi singhiozzi come un grande motore senza benzina.
Quest'amore così insensato.
Che se non fosse perchè ti amo allora ti prenderei a sberle sulla faccia usando intera la sinistra.
Fino a non ricordarmene più.
Chè per imparare quello che serve serviranno decenni. ma che io sappia non c'è fretta.
Wednesday, December 7, 2005
Aforismi lavorativi
Dunque.
C'è un fatto che mi assilla.
Questo fatto di fatto è il fatto di non fare in tempo a fare nulla di fatto.
Cazzo di Budda.
C'è un fatto che mi assilla.
Questo fatto di fatto è il fatto di non fare in tempo a fare nulla di fatto.
Cazzo di Budda.
Wednesday, November 30, 2005
File/Transform/Automate/Batch
Così arrivo alla sera distrutta.
E senza un letto per dormire.
Ho una zampa storta e che non posso appoggiare.
Non parlatemi di scarpette di cristallo.
Porto solo stivali di gomma.
Ieri tutto sembrava a posto.
Oggi mi prude una scapola e non riesco a grattarmi.
Forse ho le braccia troppo corte.
Mi chiedevo se tutto va bene.
Non mi sento granchè.
Intrattengo corrispondenza avec le parole.
Non ho la lingua drogata.
Non me le ricordo.
Mi tocca scrivergli.
Giovedì sono andata a sentire Mahler.
La cosa strana è che mi è piaciuto.
Dondolavo persino la testa.
Balzellavo coi piedi.
Mancava solo che mi mettessi a ballare.
Soprattutto quel quarto movimento che il direttore tutto storto ha fatto durare dieci minuti più del richiesto.
Rotolavo e cambiavo peso specifico.
Un momento ero Azoto, quello dopo Uranio.
In ogni caso tossica.
Quindi Mahler.
E poi quello stronzo di Bach con le sue variazioni alle otto e mezzo del mattino che mi fanno diventare isterica.
SSSSState un po' zitti parrucconi schifosi.
Voglio dormire.
E poi lavarmi le orecchie.
Curarmi un ascesso.
O farmi crescere le branchie.
Vorrei poter non dir nulla a nessuno.
Parlare solo coi muri.
O forse coi termo.
Che col freddo che fa...
E senza un letto per dormire.
Ho una zampa storta e che non posso appoggiare.
Non parlatemi di scarpette di cristallo.
Porto solo stivali di gomma.
Ieri tutto sembrava a posto.
Oggi mi prude una scapola e non riesco a grattarmi.
Forse ho le braccia troppo corte.
Mi chiedevo se tutto va bene.
Non mi sento granchè.
Intrattengo corrispondenza avec le parole.
Non ho la lingua drogata.
Non me le ricordo.
Mi tocca scrivergli.
Giovedì sono andata a sentire Mahler.
La cosa strana è che mi è piaciuto.
Dondolavo persino la testa.
Balzellavo coi piedi.
Mancava solo che mi mettessi a ballare.
Soprattutto quel quarto movimento che il direttore tutto storto ha fatto durare dieci minuti più del richiesto.
Rotolavo e cambiavo peso specifico.
Un momento ero Azoto, quello dopo Uranio.
In ogni caso tossica.
Quindi Mahler.
E poi quello stronzo di Bach con le sue variazioni alle otto e mezzo del mattino che mi fanno diventare isterica.
SSSSState un po' zitti parrucconi schifosi.
Voglio dormire.
E poi lavarmi le orecchie.
Curarmi un ascesso.
O farmi crescere le branchie.
Vorrei poter non dir nulla a nessuno.
Parlare solo coi muri.
O forse coi termo.
Che col freddo che fa...
Wednesday, November 23, 2005
Estensione divina
E fu così che mi trovai con due mani e due braccia, perfettamente identiche, difformi solo nell'orientamento.
Trascorrevo ore ad osservarle, senza mai trovarci nulla che non fosse perfetto.
Un giorno languivo nell' estasi contemplativa dei miei arti, quando il sole di traverso a una tenda colpì dritto i miei palmi.
M'accorsi di colpo di solchi sottili scorretti difformi fendenti a frotte le mie pallide dita.
D'improvviso erano vecchie e poi scevre del loro blasonato pallore.
Lucide e scure.
Niente più delle dita consunte di una fattucchiera bantù.
Trascorrevo ore ad osservarle, senza mai trovarci nulla che non fosse perfetto.
Un giorno languivo nell' estasi contemplativa dei miei arti, quando il sole di traverso a una tenda colpì dritto i miei palmi.
M'accorsi di colpo di solchi sottili scorretti difformi fendenti a frotte le mie pallide dita.
D'improvviso erano vecchie e poi scevre del loro blasonato pallore.
Lucide e scure.
Niente più delle dita consunte di una fattucchiera bantù.
Saturday, November 19, 2005
Thursday, November 17, 2005
Colpi di sonno
Ma poi mi scopro a pensare che nella notte è meglio soffermarsi a guardare le ombre che scivolano piano piuttosto che a contare le frasi che dici.
In fondo, chi lo sa dove andiamo.
In fondo, chi lo sa dove andiamo.
Perchè il broccolo si assomiglia al cavolo...
Ho di fronte scenari cantierizi, fatti di polvere e nastri a strisce.
Le dita le porto zozze e appese al collo, come cornetti che posso spezzare all'occasione o come portafortuna.
Ieri ho guardato fuori dalla finestra e ho pensato che dopotutti sei piani non sono molti.
Dico sei piani di mestizia o sei piani di novità.
La produzione va a rilento perchè la vernice asciughi.
La facciata scrostata non attira acquirenti.
Allora una mano di crema idratante è quel che ci vuole.
Cammino e tintinno, tutti pensano chiavi, al moschettone attacco solo i tuoi pezzi di vetro.
Ne ho fatto piccole gocce da lampadario.
Lascio che dondolino.
Ho smesso di avere paura se si frantumano.
Non mi preoccupo di raccogliere i pezzi.
Di quello occupati tu.
Ieri ho guardato fuori dalla finestra e ho pensato che tre piani d'affetto non sono poi gravi come un errore di calcolo.
Stai attento accidenti!
Non pestarmi gli occhiali, non posso guidare la rampa di lancio!
Credevo aspettassi di non avere paura del vuoto.
Domani ti scopro con la testa per aria solo perchè non ti ho tassellato per bene.
Torna qui dai su, la minestra è nel piatto.
Poi si raffredda.
Le dita le porto zozze e appese al collo, come cornetti che posso spezzare all'occasione o come portafortuna.
Ieri ho guardato fuori dalla finestra e ho pensato che dopotutti sei piani non sono molti.
Dico sei piani di mestizia o sei piani di novità.
La produzione va a rilento perchè la vernice asciughi.
La facciata scrostata non attira acquirenti.
Allora una mano di crema idratante è quel che ci vuole.
Cammino e tintinno, tutti pensano chiavi, al moschettone attacco solo i tuoi pezzi di vetro.
Ne ho fatto piccole gocce da lampadario.
Lascio che dondolino.
Ho smesso di avere paura se si frantumano.
Non mi preoccupo di raccogliere i pezzi.
Di quello occupati tu.
Ieri ho guardato fuori dalla finestra e ho pensato che tre piani d'affetto non sono poi gravi come un errore di calcolo.
Stai attento accidenti!
Non pestarmi gli occhiali, non posso guidare la rampa di lancio!
Credevo aspettassi di non avere paura del vuoto.
Domani ti scopro con la testa per aria solo perchè non ti ho tassellato per bene.
Torna qui dai su, la minestra è nel piatto.
Poi si raffredda.
Thursday, November 10, 2005
Io non sono indulgente
Sta mattina mi sveglio con un buco in un piede.
Penso che non mi ricordo come me lo sono fatto, se con un cacciavite o con un cavatappi.
Poi mi telefona mio padre da Roma e mi dice che se provo a camminare ci pensa lui a farmi il sederino rosso. Che parte con il primo migrante e mi sculaccia con la cinghia.
Strabuzzo.
Di cosa diavolo parla il vecchio?
Poi mi salta in testa l'idea di essermi fatta un buco in un piede per nasconderci i soldi.
No. Troppo piccolo.
Suona di nuovo il telefono.
E' di nuovo mio padre.
Dice che l'hanno chiamato dal mio posto di lavoro, che si sono lamentati perchè non ero ancora lì.
Mi intima di muovermi all'istante.
Datti una mossa. Non me ne frega un cazzo se zoppichi.
Allora che faccio?
Chiudo la scatola degli attrezzi e spendo 12 euro e 50 di biglietti dell'autobus.
All'altezza di via venti settembre proprio sotto un bowindo vengo folgorata da una consapevolezza che quasi sconquassa: Io non sono Indulgente.
Alle 23 e 26 minuti il mio piede sanguina ancora e non c'è traccia dei soldi.
Penso che non mi ricordo come me lo sono fatto, se con un cacciavite o con un cavatappi.
Poi mi telefona mio padre da Roma e mi dice che se provo a camminare ci pensa lui a farmi il sederino rosso. Che parte con il primo migrante e mi sculaccia con la cinghia.
Strabuzzo.
Di cosa diavolo parla il vecchio?
Poi mi salta in testa l'idea di essermi fatta un buco in un piede per nasconderci i soldi.
No. Troppo piccolo.
Suona di nuovo il telefono.
E' di nuovo mio padre.
Dice che l'hanno chiamato dal mio posto di lavoro, che si sono lamentati perchè non ero ancora lì.
Mi intima di muovermi all'istante.
Datti una mossa. Non me ne frega un cazzo se zoppichi.
Allora che faccio?
Chiudo la scatola degli attrezzi e spendo 12 euro e 50 di biglietti dell'autobus.
All'altezza di via venti settembre proprio sotto un bowindo vengo folgorata da una consapevolezza che quasi sconquassa: Io non sono Indulgente.
Alle 23 e 26 minuti il mio piede sanguina ancora e non c'è traccia dei soldi.
Monday, November 7, 2005
Homeworks
Gongola l'ugola torbida
di lucide gocce d'arsenico,
appagata e affranta
da tanto filosofico arrendersi.
Tace la bocca socchiusa
come in sosta
ad un passo da sillabare
incresciose verità.
Scusate - Non - Volevo.
Freme infine il mento sinistro
preso da spasmo,
dalla menzogna infinita.
Quella di credersi il solo
a sapersi godere un sorriso.
di lucide gocce d'arsenico,
appagata e affranta
da tanto filosofico arrendersi.
Tace la bocca socchiusa
come in sosta
ad un passo da sillabare
incresciose verità.
Scusate - Non - Volevo.
Freme infine il mento sinistro
preso da spasmo,
dalla menzogna infinita.
Quella di credersi il solo
a sapersi godere un sorriso.
Thursday, November 3, 2005
To come back
Non sono morta.
Non sono neanche in crisi creativa.
Non ho proprio tempo di scrivere.
Tornerò!
E allora saranno cazzi... se se vabbè
Non sono neanche in crisi creativa.
Non ho proprio tempo di scrivere.
Tornerò!
E allora saranno cazzi... se se vabbè
Saturday, October 29, 2005
Colla per manifesti
Oggi come tra un muro e un grosso cartellone.
Stesa con una vecchia e lurida scopa da un attacchinista professionista.
Reclamizzo una rivista di bricolage.
Sospetto.
Sospesa così, tra un traliccio e il cielo.
Buona notte.
Stesa con una vecchia e lurida scopa da un attacchinista professionista.
Reclamizzo una rivista di bricolage.
Sospetto.
Sospesa così, tra un traliccio e il cielo.
Buona notte.
Monday, October 24, 2005
Senza arti per la guerra.
Che dopo cinque anni credere che proprio adesso, mentre piango perchè sono mutila, ti si impalli il pc è davvero incredibile.
Cloppete cloppete
Il mio orecchio destro si è fatto sordo.
Al posto delle voci sento solo il mio Cuore ovattato.
Se parlo non sento un becco di quello che dice.
Dunque mi tocca stare in silenzio.
Il punto è che Esso non ha niente di interessante da dire.
Trovo decisamente squallido intrattenere una conversazione da treno con me stessa.
E' un po' come dirmi "Sei noiosa, preferirei dormire".
[Carissima Anna, desidero un po' di quell'arguzia di cui mi parlavi, perchè pare che nell'immediato recente sia andata sprecata tra viti molle e tasselli.
Come se a furia di non sentire avessi anche smesso di pensare.]
Acciocchè questo strazio si compia e abbia una fine auspicomi pronta guarigione da insonorità catarrose.
E perdonate la mia scarsezza scrittoria.
Al posto delle voci sento solo il mio Cuore ovattato.
Se parlo non sento un becco di quello che dice.
Dunque mi tocca stare in silenzio.
Il punto è che Esso non ha niente di interessante da dire.
Trovo decisamente squallido intrattenere una conversazione da treno con me stessa.
E' un po' come dirmi "Sei noiosa, preferirei dormire".
[Carissima Anna, desidero un po' di quell'arguzia di cui mi parlavi, perchè pare che nell'immediato recente sia andata sprecata tra viti molle e tasselli.
Come se a furia di non sentire avessi anche smesso di pensare.]
Acciocchè questo strazio si compia e abbia una fine auspicomi pronta guarigione da insonorità catarrose.
E perdonate la mia scarsezza scrittoria.
Wednesday, October 19, 2005
Sottoproletario oi oi oi!
Ebbene ragazzi sto arrancando.
Non è un simpatico stato d'animo venuto a guastare i miei giorni, ma il risultato di otto ore di lavoro in un magazzino dinsunascala a spostare tonnellate di piatti-piattini-scodelle-scodelline prodotti in Marocco per irrisorie cifrette e poi smerciati alle madame torinesi per la modica cifra di 32 euro alla scodella.
Mi sono sparata un culo indecifrabile per il mio sudato salario in nero.
Quella che si chiama working class...
La cosa che più mi avvince di questo mio nuovo lavoro precario (che mi sono voluta io, pour la charité) è il contatto col pubblico.
Stamane, mentre svolgevo uno stimolante compito, vale a dire trovare e afffibbiare il corretto coperchio a circa duecento coppe di metallo trasformate all'uopo in candele olezzanti, ho avuto il mio primo approccio con la clientela.
Una mondana giovane indubbiamente sottoproletaria è venuta a fare sciòpping nel nostro sciouruum con la sua amica piccola fiammiferaia .
A prescindere dal fatto che se fai sciòpping alla mattina alle dieci e mezza di un mercoledì di pioggia significa che non hai un cazzo da fare nella vita a parte spendere i soldi che il tuo maritino altolocato guadagna mandando avanti l'azienda del papi. A parte ciò dicevo, ma vi pare possibile che questa sciura poco più di trentenne dopo avere sottolineato che "no, è perchè a gennaio parte la ristrutturazione della casa in campagna e, ma tu mi capisci, con così tante stanze da riempire ho già iniziato a comprare qua e là..."e che "guarda cara, non mi ricordo quella volta che abbiamo giocato a tennis al club, ma se conosci la Titti e la Pucci allora perchè non mi fai un po' di sconto (sulla roba che ho comprato tra la merce fallata, perchè noi anche se ci crescono nelle mutande per 50 euro di sconto la diamo via)????"
No dico che dopo tutto ciò abbia la faccia tosta di chiedere la fattura su 256 euro?
Agghiaccio e detto questo svengo, che domani ho almeno altri 30 ripiani da riempire.
Viva la dittatura del proletariato!
Ma vaffanculo, dovevo nascere nobile.
Non è un simpatico stato d'animo venuto a guastare i miei giorni, ma il risultato di otto ore di lavoro in un magazzino dinsunascala a spostare tonnellate di piatti-piattini-scodelle-scodelline prodotti in Marocco per irrisorie cifrette e poi smerciati alle madame torinesi per la modica cifra di 32 euro alla scodella.
Mi sono sparata un culo indecifrabile per il mio sudato salario in nero.
Quella che si chiama working class...
La cosa che più mi avvince di questo mio nuovo lavoro precario (che mi sono voluta io, pour la charité) è il contatto col pubblico.
Stamane, mentre svolgevo uno stimolante compito, vale a dire trovare e afffibbiare il corretto coperchio a circa duecento coppe di metallo trasformate all'uopo in candele olezzanti, ho avuto il mio primo approccio con la clientela.
Una mondana giovane indubbiamente sottoproletaria è venuta a fare sciòpping nel nostro sciouruum con la sua amica piccola fiammiferaia .
A prescindere dal fatto che se fai sciòpping alla mattina alle dieci e mezza di un mercoledì di pioggia significa che non hai un cazzo da fare nella vita a parte spendere i soldi che il tuo maritino altolocato guadagna mandando avanti l'azienda del papi. A parte ciò dicevo, ma vi pare possibile che questa sciura poco più di trentenne dopo avere sottolineato che "no, è perchè a gennaio parte la ristrutturazione della casa in campagna e, ma tu mi capisci, con così tante stanze da riempire ho già iniziato a comprare qua e là..."e che "guarda cara, non mi ricordo quella volta che abbiamo giocato a tennis al club, ma se conosci la Titti e la Pucci allora perchè non mi fai un po' di sconto (sulla roba che ho comprato tra la merce fallata, perchè noi anche se ci crescono nelle mutande per 50 euro di sconto la diamo via)????"
No dico che dopo tutto ciò abbia la faccia tosta di chiedere la fattura su 256 euro?
Agghiaccio e detto questo svengo, che domani ho almeno altri 30 ripiani da riempire.
Viva la dittatura del proletariato!
Ma vaffanculo, dovevo nascere nobile.
Cosa rimane di me
Qualche goccia dal naso, macchie di vernice e un sonno che mi spezza.
Risulto disfatta eppure vincente dopo questo testa a testa con le pareti della mia stanza che ora vuota e assai più bianca mi riaccoglie.
Dormo su un pavimento lindo e lucido. Vorrei poter lasciare tutto così irrimediabilmente vuoto, invece mi addormento quasi davanti a al portatile che ho sulla panza e a Missipussi che è curiosa di sapere cosa ci sarà mai sotto le coperte oltre a me in mutande.
Insomma numerose novità di cui la più rilevante è che non sono ancora morta.
Spero non vi spiaccia.
Risulto disfatta eppure vincente dopo questo testa a testa con le pareti della mia stanza che ora vuota e assai più bianca mi riaccoglie.
Dormo su un pavimento lindo e lucido. Vorrei poter lasciare tutto così irrimediabilmente vuoto, invece mi addormento quasi davanti a al portatile che ho sulla panza e a Missipussi che è curiosa di sapere cosa ci sarà mai sotto le coperte oltre a me in mutande.
Insomma numerose novità di cui la più rilevante è che non sono ancora morta.
Spero non vi spiaccia.
Tuesday, October 11, 2005
Estratti conto
IX
(Clausola)
<< Dio mio, ma allora cos'ha
lei all'attivo?... >>
<< Io? -- [un balbettio, nefando,
non ho preso l'optalidon, mi trema la voce
di ragazzo malato] --
Io? Una disperata vitalità. >>
P.P. Pasolini
(Clausola)
<< Dio mio, ma allora cos'ha
lei all'attivo?... >>
<< Io? -- [un balbettio, nefando,
non ho preso l'optalidon, mi trema la voce
di ragazzo malato] --
Io? Una disperata vitalità. >>
P.P. Pasolini
Monday, October 10, 2005
Мрія*
Ho fatto uno strano sogno sta notte mentre tu gelido accanto dormivi.
Nuotavamo sottacqua e ci tenevamo per mano.
Eravamo in mezzo ad un branco di pesci che non erano pesci, ma orsi di pezza, modello antiquato.
Guardavano quel fondo a pochi metri in cerca di tesori scavando con le zampette senza dita.
Salivamo ogni tanto a prendere fiato, ma senza alzare gli occhi, che fuori era notte.
Ora che ci penso eri buffo davvero, perchè avevi gli occhiali anche sott'acqua e di solito non si fa.
Poi mi sono svegliata infreddolita, volevo tirare su il plaid supplementare e ho scoperto che me lo avevi rubato tu.
Ho pensato "maledetto ciancione", ma poi ho coperto entrambi mantenendo una debita distanza.
Non volevo svegliarti.
*sogno
Nuotavamo sottacqua e ci tenevamo per mano.
Eravamo in mezzo ad un branco di pesci che non erano pesci, ma orsi di pezza, modello antiquato.
Guardavano quel fondo a pochi metri in cerca di tesori scavando con le zampette senza dita.
Salivamo ogni tanto a prendere fiato, ma senza alzare gli occhi, che fuori era notte.
Ora che ci penso eri buffo davvero, perchè avevi gli occhiali anche sott'acqua e di solito non si fa.
Poi mi sono svegliata infreddolita, volevo tirare su il plaid supplementare e ho scoperto che me lo avevi rubato tu.
Ho pensato "maledetto ciancione", ma poi ho coperto entrambi mantenendo una debita distanza.
Non volevo svegliarti.
*sogno
Wednesday, October 5, 2005
Tuesday, October 4, 2005
Frecce luminose
Se non vi fosse apparso chiaro www.fuoriluoghismo.blogspot.com è frutto degli scatti della sottoscritta.
Insomma sto spammando un mio blog sul mio blog.
Almeno che gli aficionados ci facciano un salto perdio!
Vado a dormire che è tardi.
Insomma sto spammando un mio blog sul mio blog.
Almeno che gli aficionados ci facciano un salto perdio!
Vado a dormire che è tardi.
Monday, October 3, 2005
Cioccolato nero con mirtilli e cialde
Poi basta il principio di un sorriso anche dall'altro capo del telefono.
Un sorriso anche per me.
Ma ora mangio almeno 30 grammi di cioccolato per non vedere quel sorriso sparire troppo in fretta.
Un sorriso anche per me.
Ma ora mangio almeno 30 grammi di cioccolato per non vedere quel sorriso sparire troppo in fretta.
Sunday, October 2, 2005
Perdente
Allora mi fermo, perchè fa freddo e non ho i pantaloni, ma solo un paio di boxer neri da uomo e una maglia pesante. Penso se prendere un plaid o qualcosa, perchè ho freddo. Ho un freddo di merda.
Preferisco così e non mi chiedere a cosa pensi è inutile.
Preferisco così ti prego non insistere.
Mi ricorda qualcosa.
Non so se una canzone o forse solo parole che dici troppo spesso.
Ma io non ti devo rincorrere.
No.
E io non ti devo chiedere.
No.
E poi ancora non devo piangere.
O sentirmi sola.
O frignare come una sciocca mocciosa in un angolo dell'armadio che potessi chiudermici dentro lo farei.
Non ho un minuto dei tuoi pensieri.
Dovrei smettere di regalarti i miei?
Non insisto.
Poi mi tremano le mani. E le braccia. Forse anche le caviglie. Perchè fa freddo. Perchè fa un freddo di merda.
E sono sola in questa notte.
Come ieri.
Come tre mesi fa.
Sempre sola, ma senza calma.
Non mi appendo nemmeno a un'idea.
Si allungherebbe.
E sformerebbe.
Come la mia faccia di malata in questo momento.
Come il mio sorriso montato al contrario che non sorride più.
Se mi chiederai come mai un giorno vorrei poterti dire che è giusto così.
Che sono io ad avere imparato.
Intanto fuori piove.
Piove e resta freddo.
Buona notte tu.
Buona notte a te e ai tuoi gelidi sogni.
Chè se ti amo non fa differenza.
Preferisco così e non mi chiedere a cosa pensi è inutile.
Preferisco così ti prego non insistere.
Mi ricorda qualcosa.
Non so se una canzone o forse solo parole che dici troppo spesso.
Ma io non ti devo rincorrere.
No.
E io non ti devo chiedere.
No.
E poi ancora non devo piangere.
O sentirmi sola.
O frignare come una sciocca mocciosa in un angolo dell'armadio che potessi chiudermici dentro lo farei.
Non ho un minuto dei tuoi pensieri.
Dovrei smettere di regalarti i miei?
Non insisto.
Poi mi tremano le mani. E le braccia. Forse anche le caviglie. Perchè fa freddo. Perchè fa un freddo di merda.
E sono sola in questa notte.
Come ieri.
Come tre mesi fa.
Sempre sola, ma senza calma.
Non mi appendo nemmeno a un'idea.
Si allungherebbe.
E sformerebbe.
Come la mia faccia di malata in questo momento.
Come il mio sorriso montato al contrario che non sorride più.
Se mi chiederai come mai un giorno vorrei poterti dire che è giusto così.
Che sono io ad avere imparato.
Intanto fuori piove.
Piove e resta freddo.
Buona notte tu.
Buona notte a te e ai tuoi gelidi sogni.
Chè se ti amo non fa differenza.
Tarme nel frigorifero.
Sono andata al cinema sta sera. Se pagavi sette euro ti offrivano un lavoro come maschera, ma solo se eri dello stesso colore della tapezzeria. La tapezzeria era blu. Ho desistito, ma i sette euro se li sono tenuti. Allora ho comprato una bottiglietta d'acqua al bar dell'angolo e ho risparmiato un'euro e mezzo. Il gelato, mi son detta, quello ce l'ho anche a casa in freezer.
Il film era bello, ma mi ha fatto venire voglia di patate fritte. Ecco perchè sono andata dal porcaro di corso Mortara - me l'ha consigliato Zummo - dove per tre euro ho mangiato un panino atomico con salsiccia cipolle e funghi. Zummo è da Matteo forse ubriaco e la mamma al mare. Sono sola e dunque libera di scoreggiare a pieni polmoni dovesse rivelarsi necessario. Mi è passata la voglia di patate fritte. Anche col panino ho fatto un po' fatica. Ho un'afta in bocca grande come il Congo - quello grande. Ho un gatto che dorme sotto la lampada della scrivania. Ho un altro gatto più piccolo che dorme sul letto e non vuole prendere gli antibiotici. Questi antibiotici sanno di merda. Ne ho rotto uno con le mani e le dita hanno puzzato di veleno per due ore. Ora sento odore di liquerizia. Forse mi sono avvelenata con l'antibiotico del gatto. Ora sento odore di Cinema Bianchini via Materasso angolo Cuscini. Il frigorifero mi aspetta che mi preservo dalle rughe. Le tarme del resto mi sono sempre state simpatiche.
Il film era bello, ma mi ha fatto venire voglia di patate fritte. Ecco perchè sono andata dal porcaro di corso Mortara - me l'ha consigliato Zummo - dove per tre euro ho mangiato un panino atomico con salsiccia cipolle e funghi. Zummo è da Matteo forse ubriaco e la mamma al mare. Sono sola e dunque libera di scoreggiare a pieni polmoni dovesse rivelarsi necessario. Mi è passata la voglia di patate fritte. Anche col panino ho fatto un po' fatica. Ho un'afta in bocca grande come il Congo - quello grande. Ho un gatto che dorme sotto la lampada della scrivania. Ho un altro gatto più piccolo che dorme sul letto e non vuole prendere gli antibiotici. Questi antibiotici sanno di merda. Ne ho rotto uno con le mani e le dita hanno puzzato di veleno per due ore. Ora sento odore di liquerizia. Forse mi sono avvelenata con l'antibiotico del gatto. Ora sento odore di Cinema Bianchini via Materasso angolo Cuscini. Il frigorifero mi aspetta che mi preservo dalle rughe. Le tarme del resto mi sono sempre state simpatiche.
Thursday, September 29, 2005
Scusate ma voglio fumare.
E' assolutamente indecente il solo e semplice fatto che mi sia autoimposta di non fumare in camera mia.
Lo considero un divieto di stampo fascista, anticostituzionale e vagamente borghese.
Ma che puzza di merda produce la cicca spenta in cucina. La sento da qui. Con la porta chiusa. Anche il gatto spuzza di fumo. Anche la mia maglietta.
Parossistiche fissazioni, grazie.
Non si fuma in camera da letto.
Non si fuma prima di pranzo.
Non si fuma al cesso. L'odore di merda della sigaretta sommato all'odore della merda stessa è turpe e vergognoso.
Non si fuma quando si mangia.
Non si fuma quando io mangio.
Non si fuma quando io dormo.
Non si fuma prima di dormire perchè ci si dà fuoco.
Non si fumano le sigarette degli altri, salvo rari casi e soprattutto se di sconosciuti.
Non si fumano le mie sigarette, grazie. Io lavoro per comprarmele, fatelo anche voi.
Non si fuma davanti al computer perchè fa male alla salute, alla tastiera, al mouse. Perchè ne accendo due alla volta se non ci faccio attenzione. Soprattutto perchè il computer è in camera da letto.
Non vorrei mai fumare dopo il gelato, ma niente riesce a trattenermi. La sigaretta dopo il gelato fa schifo.
Ma.
Quando bevo il caffè ne fumo sempre tre.
Una prima.
Una durante.
Una dopo.
Ah, se ve lo state domandando non mi piace fumare dopo il sesso.
Trovo sia più interessante dormire.
Vado a svuotare il posacenere altrimenti ammattisco.
Lo considero un divieto di stampo fascista, anticostituzionale e vagamente borghese.
Ma che puzza di merda produce la cicca spenta in cucina. La sento da qui. Con la porta chiusa. Anche il gatto spuzza di fumo. Anche la mia maglietta.
Parossistiche fissazioni, grazie.
Non si fuma in camera da letto.
Non si fuma prima di pranzo.
Non si fuma al cesso. L'odore di merda della sigaretta sommato all'odore della merda stessa è turpe e vergognoso.
Non si fuma quando si mangia.
Non si fuma quando io mangio.
Non si fuma quando io dormo.
Non si fuma prima di dormire perchè ci si dà fuoco.
Non si fumano le sigarette degli altri, salvo rari casi e soprattutto se di sconosciuti.
Non si fumano le mie sigarette, grazie. Io lavoro per comprarmele, fatelo anche voi.
Non si fuma davanti al computer perchè fa male alla salute, alla tastiera, al mouse. Perchè ne accendo due alla volta se non ci faccio attenzione. Soprattutto perchè il computer è in camera da letto.
Non vorrei mai fumare dopo il gelato, ma niente riesce a trattenermi. La sigaretta dopo il gelato fa schifo.
Ma.
Quando bevo il caffè ne fumo sempre tre.
Una prima.
Una durante.
Una dopo.
Ah, se ve lo state domandando non mi piace fumare dopo il sesso.
Trovo sia più interessante dormire.
Vado a svuotare il posacenere altrimenti ammattisco.
Monday, September 26, 2005
Sunday, September 25, 2005
Non pensavo fosse difficile.
Ti sei perso una faccia che nemmeno l'immagini.
Ha pieghe e risvolti e tasche e colori iridescenti.
Si schianta ogni momento per cercarsi una forma decente.
La mia frangia è spettinata.
Mi fa vomitare.
MA
Stasera credo seppellirò tutti dentro un cucchiaio di Minias.
Tu che ridi nel sonno.
La gatta che mi mangia i calzini.
Ostap che beve la vodka.
Mia mamma che lava per terra.
Trippolo dall'aria offesa.
Voi che scomparite.
Io che piango ma senza bisogno.
Il sonno che non ho.
I cerotti pieni di peli e l'odore di candeggina con cui ho lavato le tue piastrelle.
Domani libera da quest'angoscia sbriciolerò le ore.
Non sapevo di possederne uno, ma non ho mai pensato fosse difficile avere un cuore.
Ha pieghe e risvolti e tasche e colori iridescenti.
Si schianta ogni momento per cercarsi una forma decente.
La mia frangia è spettinata.
Mi fa vomitare.
MA
Stasera credo seppellirò tutti dentro un cucchiaio di Minias.
Tu che ridi nel sonno.
La gatta che mi mangia i calzini.
Ostap che beve la vodka.
Mia mamma che lava per terra.
Trippolo dall'aria offesa.
Voi che scomparite.
Io che piango ma senza bisogno.
Il sonno che non ho.
I cerotti pieni di peli e l'odore di candeggina con cui ho lavato le tue piastrelle.
Domani libera da quest'angoscia sbriciolerò le ore.
Non sapevo di possederne uno, ma non ho mai pensato fosse difficile avere un cuore.
Friday, September 23, 2005
Tuesday, September 20, 2005
Wednesday, September 14, 2005
Sunday, September 11, 2005
Thursday, September 8, 2005
Ritmo cardiaco in un giorno di profondo crack
Ricordami che da qualche parte devo pur avere un sacchetto di sangue di riserva nel caso questo finisse.
Che non si sa mai cosa puo` farti la vita quando non porti la canottiera come ti ha sempre detto la mamma.
Come non te l`ha mai detto?
Ma non dire idiozie, che ogni mamma ha l`ossessione per le canottiere di lana. Dicono tutte che hanno salvato piu` vite quelle che tante pistole.
Cosa?
Si certo hai ragione. Sara` bene prendere anche ago e filo e un mazzo di carte da poker. Il viaggio e` molto lungo e con le carte ci si fanno sempre calde coperte e poderosi cuscini anti traballamento di cranio.
D`accordo, d`accordo.
Ma l`hai preso sto sangue alla fine? Corri su, prima che lo yogurt mi salga alla testa e tutto prenda la forma di un prosciutto in prossima decomposizione.
Sta sera finiamo di preparare i bagagli.
Tra poco si parte.
Ciao ciao! Saluta i bambini!
Voglio ancora qualche giorno senza pensare al ritorno.
Che non si sa mai cosa puo` farti la vita quando non porti la canottiera come ti ha sempre detto la mamma.
Come non te l`ha mai detto?
Ma non dire idiozie, che ogni mamma ha l`ossessione per le canottiere di lana. Dicono tutte che hanno salvato piu` vite quelle che tante pistole.
Cosa?
Si certo hai ragione. Sara` bene prendere anche ago e filo e un mazzo di carte da poker. Il viaggio e` molto lungo e con le carte ci si fanno sempre calde coperte e poderosi cuscini anti traballamento di cranio.
D`accordo, d`accordo.
Ma l`hai preso sto sangue alla fine? Corri su, prima che lo yogurt mi salga alla testa e tutto prenda la forma di un prosciutto in prossima decomposizione.
Sta sera finiamo di preparare i bagagli.
Tra poco si parte.
Ciao ciao! Saluta i bambini!
Voglio ancora qualche giorno senza pensare al ritorno.
Tuesday, August 30, 2005
ні є ма світло - Non c`e` luce.
La notte mi regala strani incontri con statue e memoriali che si abbattono sul cielo.
Tra piastrelle allineate sbatto il muso nel passato.
Son contenta e senza peso.
Fa caldo, addirittura.
A domani, ciao. Non c`e` problema.
Ormai e` un andare a braccetto con vecchie poesie.
Affascinanti, ma trascorse.
Queste strade senza luce mi riservano inaspettate scoperte.
Tra queste c`e` la voglia di tenerti per mano.
(Oh, mio) inusitato presente.
" Mentre le stelle ci stanno a guardare "...
Tra piastrelle allineate sbatto il muso nel passato.
Son contenta e senza peso.
Fa caldo, addirittura.
A domani, ciao. Non c`e` problema.
Ormai e` un andare a braccetto con vecchie poesie.
Affascinanti, ma trascorse.
Queste strade senza luce mi riservano inaspettate scoperte.
Tra queste c`e` la voglia di tenerti per mano.
(Oh, mio) inusitato presente.
" Mentre le stelle ci stanno a guardare "...
Перепрощу але я тебе ні розумію*
Oggi a Lutzk c`e` il sole. Ho i capelli bagnati e tutti i vestiti sporchi.
Sono costretta in calzoncini e maglietta dei Raein per impossibilita` ad altro abbigliamento.
Ho viaggiato su un autobus Iveco icarus per una strada buia e ricca di insidie, accompagnata da un`agghiacciante colonna sonora in lingua ucraina.
Che uno poi si domanda come sia possibile che siano passati da Tchaikovskij a Ruslana...
Lviv, dove sono stata 4 giorni, e` una citta` spettacolare degna di Parigi o Bruges. Peccato che il prode Krushiov abbia inquinato il paesaggio coi suoi menhir di cemento armato.
A Lviv ho dormito nella stanza studentesca della moglie di Tibery. L`accademia fornisce per l`equivalente di 20 euro ogni sei mesi una camera da due in un gigantesco palazzo infestato di scarafaggi ad ogni avente diritto.
Non c`e` doccia, non c`e` riscaldamento, qualche volta non c`e` luce, ma il luogo ha un suo fascino. Le condizioni medievali dei cessi sono un modesto prezzo da pagare per l`istruzione garantita.
Venerdi` conto di andare a Kiev un paio di giorni, giusto per non dover continuare a dire di essere stata soltanto all`aereoporto.
Ancora due settimane qui poi Varsavia e infine Parigi. Infine Zummo (e arrossisco vagamente nel dirlo).
Niente foto per il momento, ma conto di avere una connessione internet a portata di mano nei prossimi giorni, magari qualcosa ci scappa.
Pa-pa moi druzi
H.
*Chiedo scusa, ma non ti capisco.
Sono costretta in calzoncini e maglietta dei Raein per impossibilita` ad altro abbigliamento.
Ho viaggiato su un autobus Iveco icarus per una strada buia e ricca di insidie, accompagnata da un`agghiacciante colonna sonora in lingua ucraina.
Che uno poi si domanda come sia possibile che siano passati da Tchaikovskij a Ruslana...
Lviv, dove sono stata 4 giorni, e` una citta` spettacolare degna di Parigi o Bruges. Peccato che il prode Krushiov abbia inquinato il paesaggio coi suoi menhir di cemento armato.
A Lviv ho dormito nella stanza studentesca della moglie di Tibery. L`accademia fornisce per l`equivalente di 20 euro ogni sei mesi una camera da due in un gigantesco palazzo infestato di scarafaggi ad ogni avente diritto.
Non c`e` doccia, non c`e` riscaldamento, qualche volta non c`e` luce, ma il luogo ha un suo fascino. Le condizioni medievali dei cessi sono un modesto prezzo da pagare per l`istruzione garantita.
Venerdi` conto di andare a Kiev un paio di giorni, giusto per non dover continuare a dire di essere stata soltanto all`aereoporto.
Ancora due settimane qui poi Varsavia e infine Parigi. Infine Zummo (e arrossisco vagamente nel dirlo).
Niente foto per il momento, ma conto di avere una connessione internet a portata di mano nei prossimi giorni, magari qualcosa ci scappa.
Pa-pa moi druzi
H.
*Chiedo scusa, ma non ti capisco.
Thursday, August 11, 2005
Numeri Ucraini
Non so quanto possa interessarvi, ma il mio cellulare italiano e` spento.
E` invece attivo un numero ucraino su cui se volete potete chiamarmi.
Questo: +38 066 6277532
Qui ci sono 16 gradi, il sole un po` va un po` viene, ma le prospettive sono buone: e` molto probabile che prima di tornare in italia io abbia finalmente imparato a dire tre parole in croce in ucraino.
Questo e` sufficiente!
Pulce: vedro` cosa posso fare con le foto, per il momento non ne ho ancora fatte.
La tastiera del mio amico Ostap e` abbastanza ergonomica e mi manca un po` il gatto. Sopravvivero` credo!
A presto
Huitre
E` invece attivo un numero ucraino su cui se volete potete chiamarmi.
Questo: +38 066 6277532
Qui ci sono 16 gradi, il sole un po` va un po` viene, ma le prospettive sono buone: e` molto probabile che prima di tornare in italia io abbia finalmente imparato a dire tre parole in croce in ucraino.
Questo e` sufficiente!
Pulce: vedro` cosa posso fare con le foto, per il momento non ne ho ancora fatte.
La tastiera del mio amico Ostap e` abbastanza ergonomica e mi manca un po` il gatto. Sopravvivero` credo!
A presto
Huitre
Monday, August 8, 2005
Oi Oi Oi Budapest Oi Oi Oi
Dico cazzate, lo so.
Nemmanco ventiquattrore ed eccomi qui. Digito da una marveilleuse magione ungherese appartenente allo zio magyaro di un amico di un mio amico ucraino (e avanti cosi` fino alla quarta generazione).
Lo zio in questione e` il perfetto prototipo della casalinga meridionale fattosi uomo e spostatosi ad est.
Dal mio arrivo non ha fatto altro che rassettare, pulire, lucidare, comporre vasi di fiori e via dicendo.
Sono entrata nel cesso (qui la separazione delle funzioni ablutorie e` netta - belletti in una stanza, scoregge nell`altra) e vi ho trovato un avvenente tappetino con delfini che saltano felici per non parlare delle essenze alla lavanda e delle saponette al sapor di mirtilli.
O lo zio in questione vuole vincere il premio massaia 2005 o le sue attitudini sessuali nella vita sono tutt`altro che straight. Non che la cosa mi turbi. Il suo dubbio gusto da Asta del Mobile un po` di piu`...
Sono partita esattamente 8 ore fa da Torino e ho di fronte ancora 4 ore di macchina e non so che altro.
Con un`ora e venti di sonno alle spalle non credo sopravvivero` ancora a lungo prima di picchiare in terra e svenire.
Ho raggiunto Orio al Serio per miracolo divino facendo l`ultimo tratto (quello agibile) della Torino Milano ai 140 sparati con mia madre che si aggrappava alla maniglia della portiera mugolando un <> ogni volta che qualcuno si immetteva sulla corsia a sinistra.
Dal nervoso mi sono mangiata il lavoro del mio dentista.
Anyway sono sana e satolla nella repubblica magyara.
Ora mi auguro che i lor signori si decidano ad indirizzarsi verso la mia amata ucraina di modo che io possa finalmente stendermi su un letto e morire felice.
Posso ritenermi soddisfatta dall`aver appena compilato uno dei post piu` penosi degli ultimi sei mesi.
Che il vostro sporco dio cattolico vi benedica.
Nemmanco ventiquattrore ed eccomi qui. Digito da una marveilleuse magione ungherese appartenente allo zio magyaro di un amico di un mio amico ucraino (e avanti cosi` fino alla quarta generazione).
Lo zio in questione e` il perfetto prototipo della casalinga meridionale fattosi uomo e spostatosi ad est.
Dal mio arrivo non ha fatto altro che rassettare, pulire, lucidare, comporre vasi di fiori e via dicendo.
Sono entrata nel cesso (qui la separazione delle funzioni ablutorie e` netta - belletti in una stanza, scoregge nell`altra) e vi ho trovato un avvenente tappetino con delfini che saltano felici per non parlare delle essenze alla lavanda e delle saponette al sapor di mirtilli.
O lo zio in questione vuole vincere il premio massaia 2005 o le sue attitudini sessuali nella vita sono tutt`altro che straight. Non che la cosa mi turbi. Il suo dubbio gusto da Asta del Mobile un po` di piu`...
Sono partita esattamente 8 ore fa da Torino e ho di fronte ancora 4 ore di macchina e non so che altro.
Con un`ora e venti di sonno alle spalle non credo sopravvivero` ancora a lungo prima di picchiare in terra e svenire.
Ho raggiunto Orio al Serio per miracolo divino facendo l`ultimo tratto (quello agibile) della Torino Milano ai 140 sparati con mia madre che si aggrappava alla maniglia della portiera mugolando un <
Dal nervoso mi sono mangiata il lavoro del mio dentista.
Anyway sono sana e satolla nella repubblica magyara.
Ora mi auguro che i lor signori si decidano ad indirizzarsi verso la mia amata ucraina di modo che io possa finalmente stendermi su un letto e morire felice.
Posso ritenermi soddisfatta dall`aver appena compilato uno dei post piu` penosi degli ultimi sei mesi.
Che il vostro sporco dio cattolico vi benedica.
Відпустка anche note come Канікули
Sono in vacanza.
Sto per andare a dormire due ore per poi guidare fino a Bergamo, prendere un aereo traballante e talmente low cost da non tentare nemmeno l'ammaraggio (probabile che precipiti di punta) fino a Budapest, riconoscere l'amico di Tiberij che mi verrà a prendere all'aereoporto probabilmente già sbronzo alle nove e trenta del mattino, recarmi nell'ameno paesino di Muchachevo- confine tra Ucraina Ungheria e Slovacchia per poi perdermi tra le steppe Bolsceviche fino al 12 di settembre.
Probabile che venga scambiata per un orso e rapita dai bracconieri.
Se ciò non accadrà il 12settembre sarò a Varsavia per 36 ore di puro turismo do it yourself punk hardcore e per prendere nuovamente un diroccato aereo alla voltta di parigi.
Lì randel-vouz con il compare Zummo che non vedrò da 6 settimane. Vomitevolmente romantico.
Qui vi saluto e qui vi ossequio.
Non so come quando e con quale cricetosa connessione riuscirò ad aggiornarmi - ammesso che ne abbia voglia - ad ogni modo controllerò la mail.
Porterò per souvenir a tutti un pelo del baffo di Stalin che vi dovrete onestamente spartire.
Buona notte
Ostrica Sig.na Nana
Sto per andare a dormire due ore per poi guidare fino a Bergamo, prendere un aereo traballante e talmente low cost da non tentare nemmeno l'ammaraggio (probabile che precipiti di punta) fino a Budapest, riconoscere l'amico di Tiberij che mi verrà a prendere all'aereoporto probabilmente già sbronzo alle nove e trenta del mattino, recarmi nell'ameno paesino di Muchachevo- confine tra Ucraina Ungheria e Slovacchia per poi perdermi tra le steppe Bolsceviche fino al 12 di settembre.
Probabile che venga scambiata per un orso e rapita dai bracconieri.
Se ciò non accadrà il 12settembre sarò a Varsavia per 36 ore di puro turismo do it yourself punk hardcore e per prendere nuovamente un diroccato aereo alla voltta di parigi.
Lì randel-vouz con il compare Zummo che non vedrò da 6 settimane. Vomitevolmente romantico.
Qui vi saluto e qui vi ossequio.
Non so come quando e con quale cricetosa connessione riuscirò ad aggiornarmi - ammesso che ne abbia voglia - ad ogni modo controllerò la mail.
Porterò per souvenir a tutti un pelo del baffo di Stalin che vi dovrete onestamente spartire.
Buona notte
Ostrica Sig.na Nana
Wednesday, August 3, 2005
Monday, August 1, 2005
Verde chiarore notturno

Ieri notte guidavo verso casa.
C'era Beethoven e un po' di traffico sull'Aurelia.
Mentre facevo curve veloci fumavo una malboro e pensavo di sbieco alla tua bocca.
Intanto
fuori
fuochi d'artificio.
Friday, July 29, 2005
Ballade pour un adieu passager - il va, nous restons
Vuoi vedermi parlare di te?
Appoggiata ad un muro in pietà con un'occhiaia soltanto.
Mentre coi denti mi spelo il mignolo dai suoi cento strati vinilici, uno ad uno come si fa coi carciofi.
Mentre con la lingua traccio il solco all'interno del braccio per colmarlo sottile col tuo gomito.
Vedermi seduta su una panca di meliga pregna, zuppa come una tazza di latte, in contemplazione della tua prossima assenza.
Magari mentre provo a dare un tono pervinca alle vene con il rullo scarico che ha dipinto la sedia in terrazzo. Oppure sbiadita al sole con la bocca a baciar la parete.
Una tua presenza come mille battiti d'occhio. Mi addormentano tra uno e l'altro.
Tonfo flemmatico e lungo di palpito.
Poi silenzio.
Un tonk.
Un punf.
Un tuff.
Un chicchirichi.
È tempo.
È ora.
È pronto.
Ciao amore ciao.
No. No. No.
NO.
Guarda bene.
Scintille. Fumo.
Salsa piccante.
Urtica il mento fattosi noce dal pianto.
E mi vedrai triste, parlare di te stropicciata, cenciosa, verde serpentina, metamorfica, basaltica, preistorica.
Non mancar di salutare il mio cuore fossile prima del salto.
Mio l'asse senza centro, senza rivoluzione.
Cento battiti. Cento sorsi. Mille note.
Uno.
Sei tu.
Gli altri.
Sempre tu.
L'ultimo.
Resto io.
Ciao amore ciao.
Appoggiata ad un muro in pietà con un'occhiaia soltanto.
Mentre coi denti mi spelo il mignolo dai suoi cento strati vinilici, uno ad uno come si fa coi carciofi.
Mentre con la lingua traccio il solco all'interno del braccio per colmarlo sottile col tuo gomito.
Vedermi seduta su una panca di meliga pregna, zuppa come una tazza di latte, in contemplazione della tua prossima assenza.
Magari mentre provo a dare un tono pervinca alle vene con il rullo scarico che ha dipinto la sedia in terrazzo. Oppure sbiadita al sole con la bocca a baciar la parete.
Una tua presenza come mille battiti d'occhio. Mi addormentano tra uno e l'altro.
Tonfo flemmatico e lungo di palpito.
Poi silenzio.
Un tonk.
Un punf.
Un tuff.
Un chicchirichi.
È tempo.
È ora.
È pronto.
Ciao amore ciao.
No. No. No.
NO.
Guarda bene.
Scintille. Fumo.
Salsa piccante.
Urtica il mento fattosi noce dal pianto.
E mi vedrai triste, parlare di te stropicciata, cenciosa, verde serpentina, metamorfica, basaltica, preistorica.
Non mancar di salutare il mio cuore fossile prima del salto.
Mio l'asse senza centro, senza rivoluzione.
Cento battiti. Cento sorsi. Mille note.
Uno.
Sei tu.
Gli altri.
Sempre tu.
L'ultimo.
Resto io.
Ciao amore ciao.
Wednesday, July 27, 2005
Bang bang!
In chiosa mi domando quale che sia la necessità di commentare banalmente i fatti mondiali, foss'anche con un "I got no words".
Per la serie "se non c'è nulla da dire perchè non tacere?".
Lapalissiane precisazioni per un sentire comune in saldo da discount.
Stomachevole.
Infine.
Mostro la chiostra dei denti e digrigno.
Finalità raggiunte.
Un *NO* per me.
Un *NO* per te.
E un WHO CARES per tutti gli altri.
...
Avviso per i proprietari di blog:
scrivete pure e in abbondanza di come risulta divina la minestra che vi cucina vostra nonna o di come il vostro ragazzo non sappia praticare la fellatio ma vi prego - VI PREGO - risparmiateci i commenti del menga sulla politica internazionale.
Per la serie "se non c'è nulla da dire perchè non tacere?".
Lapalissiane precisazioni per un sentire comune in saldo da discount.
Stomachevole.
Infine.
Mostro la chiostra dei denti e digrigno.
Finalità raggiunte.
Un *NO* per me.
Un *NO* per te.
E un WHO CARES per tutti gli altri.
...
Avviso per i proprietari di blog:
scrivete pure e in abbondanza di come risulta divina la minestra che vi cucina vostra nonna o di come il vostro ragazzo non sappia praticare la fellatio ma vi prego - VI PREGO - risparmiateci i commenti del menga sulla politica internazionale.
Chewing ice with faked pineapple
Delle settecento cose che potevo diventare mi sono rimasti due strass e uno scatolino con sette chicchi di riso.
Vorrei barattarli con un vestito da Arlecchino da indossare il giorno del mio matrimonio.
Per quel giorno vorrei una pelle splendida.
Mi ha detto sto bene con te.
Ho inghiottito il cucchiaio con la medicina incurante del fatto che il mio stomaco non è solito digerire l'acciaio, soprattutto mescolato con le relazioni umane.
Forse per lui è lo stesso.
Per questo ne parlo.
Mi stanno a cuore i suoi occhi e la sua pancia rotonda.
Mi stanno a cuore i suoi nei.
Per questo disattendo la regola e accantono la gelosia per le cose che amo.
Perché spero che legga e si riconosca.
L'inaspettato brillio che confonde i miei sogni.
Ho fatto il bagno in una vasca piena di granturco e ho sognato di comprare in rete un bambino che gli assomigli al 100% per 15 dollari e 99 centesimi.
Era inclusa nel prezzo l'avvenieristica opzione di scegliere lineamenti e QI.
Non posso farmi sfuggire questa occasione.
È l'unica che ho.
L'unica che voglio.
So che vi sembrerà strano vedermi china sul mio ombelico guardare di sbieco un suo dito che suona.
Sghimbescia e paffuta sulla via del pendio.
Ma amo accogliere in seno le sue staffilate e mi tempra lo spirito vedermi così, nuda senza nemmeno le unghie.
Ricordo di avere nascosto un angolo d'anima sotto un mattone, come una pistola che non spara dietro un mucchietto di terra e di muschio, vicino ai nidi di ragno.
Se ci torno chissà se lo trovo esente da muffe e licheni.
Oggi mastico ghiaccio con ananas finto.
Stride sotto i denti ma mi riempie cuore e polmoni.
Così tu.
Vorrei barattarli con un vestito da Arlecchino da indossare il giorno del mio matrimonio.
Per quel giorno vorrei una pelle splendida.
Mi ha detto sto bene con te.
Ho inghiottito il cucchiaio con la medicina incurante del fatto che il mio stomaco non è solito digerire l'acciaio, soprattutto mescolato con le relazioni umane.
Forse per lui è lo stesso.
Per questo ne parlo.
Mi stanno a cuore i suoi occhi e la sua pancia rotonda.
Mi stanno a cuore i suoi nei.
Per questo disattendo la regola e accantono la gelosia per le cose che amo.
Perché spero che legga e si riconosca.
L'inaspettato brillio che confonde i miei sogni.
Ho fatto il bagno in una vasca piena di granturco e ho sognato di comprare in rete un bambino che gli assomigli al 100% per 15 dollari e 99 centesimi.
Era inclusa nel prezzo l'avvenieristica opzione di scegliere lineamenti e QI.
Non posso farmi sfuggire questa occasione.
È l'unica che ho.
L'unica che voglio.
So che vi sembrerà strano vedermi china sul mio ombelico guardare di sbieco un suo dito che suona.
Sghimbescia e paffuta sulla via del pendio.
Ma amo accogliere in seno le sue staffilate e mi tempra lo spirito vedermi così, nuda senza nemmeno le unghie.
Ricordo di avere nascosto un angolo d'anima sotto un mattone, come una pistola che non spara dietro un mucchietto di terra e di muschio, vicino ai nidi di ragno.
Se ci torno chissà se lo trovo esente da muffe e licheni.
Oggi mastico ghiaccio con ananas finto.
Stride sotto i denti ma mi riempie cuore e polmoni.
Così tu.
Thursday, July 21, 2005
Mela Z
Ecco io odio le giornate così.
Quelle in cui hai fatto una fatica boia ad alzarti, sei ancora tutto rincoglionito, arrivi al lavoro in ritardo col fiatone e centoventi sorpassi pericolosi sulla coscienza e scopri che il capo non c'è, che non hai un cazzo da fare e che non ha nemmeno lasciato consegne.
Non ha senso.
Potevo restamene a casa a dormire. farmi una doccia. leggermi un libro.
Potevo andare al parco con zummo a prendere il sole.
O convincere mia madre a smettere di fumare le mie sigarette.
Invece gli unici due grandi risultati della giornata sono stati appurare che mi hanno dato 75 euro in meno di stipendio che mi rifonderanno mezzo rimborso benzina (immagino in bottiglie da un 75 cc) e comprarmi una stupida cintura rosa glitter della ethnies che farà il mio orgoglio ai concerti emo dei prossimi 12 anni.
Ah si, ho anche parlato via messenger con quella che è stata la mia migliore amica per 7 anni che non sentivo da almeno 6 mesi e ho la netta sensazione che ne passeranno altri sei senza nemmeno un buon natale.
Mica male.
Oggi è il compleanno del Signor Simpatichino di Sto Cazzo.
Per l'occasione ha indossato le mie scarpe preferite.
Quelle della Tacchini ziglinate color palle-di-toro.
Lui non sa di provocarmi inusitati dolori addominali ogni volta che il suo delicato piedino di culturista si infila in quegli obrobri tennistici.
Lui non sa che tutte le allegre famigliole di Escherichia coli che abitano i miei intestini si lanciano come kamikaze contro le pareti del retto tentando di porre fine alle loro inutili vite laddove permesso a qualcuno di abbigliarsi così.
O forse lo sa.
Anzi di sicuro lo sa, perchè lo scopo primario della sua vita è ammorbare il pianeta e, mi dispiace ammetterlo, ci riesce benissimo.
Ammetto che mi mancherà il S.S.d.S.C.
Soprattutto perchè non avrò mai occasione di scoprire se davvero porta gli slip coi disegni geometrici o se preferisce i boxer con gli elefantini.
Ma volendo dare più spazio a fatti di maggior rilevanza, hanno messo altre 4 bombe a londra, gesù cristo è morto e poi è risorto - almeno così dicono, hanno sgomberato il Fenix e arrestato altre sette persone a Torino e per concludere ieri sera due pazzi su una jeep militare hanno tentato di porre fine ai miei giorni buttandomi giù dalla vespa con una spinta.
Bella che è la vita metropolitana!
Come diceva il maestro Toto Cutugno: "voglio andare a vivere in campagna"
ahaaaah
ahaaaaaah...
Quelle in cui hai fatto una fatica boia ad alzarti, sei ancora tutto rincoglionito, arrivi al lavoro in ritardo col fiatone e centoventi sorpassi pericolosi sulla coscienza e scopri che il capo non c'è, che non hai un cazzo da fare e che non ha nemmeno lasciato consegne.
Non ha senso.
Potevo restamene a casa a dormire. farmi una doccia. leggermi un libro.
Potevo andare al parco con zummo a prendere il sole.
O convincere mia madre a smettere di fumare le mie sigarette.
Invece gli unici due grandi risultati della giornata sono stati appurare che mi hanno dato 75 euro in meno di stipendio che mi rifonderanno mezzo rimborso benzina (immagino in bottiglie da un 75 cc) e comprarmi una stupida cintura rosa glitter della ethnies che farà il mio orgoglio ai concerti emo dei prossimi 12 anni.
Ah si, ho anche parlato via messenger con quella che è stata la mia migliore amica per 7 anni che non sentivo da almeno 6 mesi e ho la netta sensazione che ne passeranno altri sei senza nemmeno un buon natale.
Mica male.
Oggi è il compleanno del Signor Simpatichino di Sto Cazzo.
Per l'occasione ha indossato le mie scarpe preferite.
Quelle della Tacchini ziglinate color palle-di-toro.
Lui non sa di provocarmi inusitati dolori addominali ogni volta che il suo delicato piedino di culturista si infila in quegli obrobri tennistici.
Lui non sa che tutte le allegre famigliole di Escherichia coli che abitano i miei intestini si lanciano come kamikaze contro le pareti del retto tentando di porre fine alle loro inutili vite laddove permesso a qualcuno di abbigliarsi così.
O forse lo sa.
Anzi di sicuro lo sa, perchè lo scopo primario della sua vita è ammorbare il pianeta e, mi dispiace ammetterlo, ci riesce benissimo.
Ammetto che mi mancherà il S.S.d.S.C.
Soprattutto perchè non avrò mai occasione di scoprire se davvero porta gli slip coi disegni geometrici o se preferisce i boxer con gli elefantini.
Ma volendo dare più spazio a fatti di maggior rilevanza, hanno messo altre 4 bombe a londra, gesù cristo è morto e poi è risorto - almeno così dicono, hanno sgomberato il Fenix e arrestato altre sette persone a Torino e per concludere ieri sera due pazzi su una jeep militare hanno tentato di porre fine ai miei giorni buttandomi giù dalla vespa con una spinta.
Bella che è la vita metropolitana!
Come diceva il maestro Toto Cutugno: "voglio andare a vivere in campagna"
ahaaaah
ahaaaaaah...
Wednesday, July 20, 2005
Autistiche note
Questo è il vago scoprire come e quanto non mi va di parlare se c'è qualcosa a inzupparmi la testa.
Sunday, July 17, 2005
Monday, July 11, 2005
Pensiero languido trasversale
Siamo rientrati vivi.
Con dieci dita e due orecchie.
Due mani e un cuore che batte.
Ho la pancia al contrario.
Due manette mi legano i polsi al collo
mentre conto i momenti trascorsi
seduta su quel saccoapelo celeste
che ho chiamato rancore.
Ho lasciato che attraversasse la steppa
e ora eccolo zuppo che canta in un angolo
ballate per qualche moneta.
Proteggere le orecchie da un suono che disarma le reni,
il mio canto è fradicio ormai e nessun filtro che svermini.
Tu non farne menzione
e lascia che il riverbero torni a bussare silente
sulla soglia dei tuoi sonni notturni -
quelli che fatichi a trovare.
A sentirlo altre sei sette volte ti rimarrà nella testa
la differenza che c'è
tra me e lo starmi a guardare.
Ovviamente mi aspetto una pioggia.
Con dieci dita e due orecchie.
Due mani e un cuore che batte.
Ho la pancia al contrario.
Due manette mi legano i polsi al collo
mentre conto i momenti trascorsi
seduta su quel saccoapelo celeste
che ho chiamato rancore.
Ho lasciato che attraversasse la steppa
e ora eccolo zuppo che canta in un angolo
ballate per qualche moneta.
Proteggere le orecchie da un suono che disarma le reni,
il mio canto è fradicio ormai e nessun filtro che svermini.
Tu non farne menzione
e lascia che il riverbero torni a bussare silente
sulla soglia dei tuoi sonni notturni -
quelli che fatichi a trovare.
A sentirlo altre sei sette volte ti rimarrà nella testa
la differenza che c'è
tra me e lo starmi a guardare.
Ovviamente mi aspetto una pioggia.
Thursday, July 7, 2005
I come Intolleranza
Per chi:
- crede di sapere cosa è meglio per noi
- prende decisioni sbagliate in base solo ai propri desideri (e ai propri vantaggi)
- pretende che le sue colossali bugie vengano credute d'amblè senza uno straccio di infiocchettamento
- non ha nemmeno i coglioni per dire: non sentiamoci più (in generale e nello specifico)
- pensa che gli altri sono uguali ma che non meritano rispetto
- non risponde al telefono quando chiami
- non sa dare una spiegazione a nessuna delle sue azioni
- fa qualsiasi cosa che leda la libertà altrui
solo Morte e Devastazione.
E' quello che meriti, è quello che meritate, è quello che meritiamo.
- crede di sapere cosa è meglio per noi
- prende decisioni sbagliate in base solo ai propri desideri (e ai propri vantaggi)
- pretende che le sue colossali bugie vengano credute d'amblè senza uno straccio di infiocchettamento
- non ha nemmeno i coglioni per dire: non sentiamoci più (in generale e nello specifico)
- pensa che gli altri sono uguali ma che non meritano rispetto
- non risponde al telefono quando chiami
- non sa dare una spiegazione a nessuna delle sue azioni
- fa qualsiasi cosa che leda la libertà altrui
solo Morte e Devastazione.
E' quello che meriti, è quello che meritate, è quello che meritiamo.
Tuesday, July 5, 2005
Suicide Medicine
a brain that never stops ticking / sometimes an on-off switch would sure come in handy / a mind that's constantly cutting up and dissecting / looking for answers committing murders along the way
is it the red wire or the blue wire / just pick one and cut / it just doesn't matter anymore / or did it ever / cause I could never control when the bomb would explode / oh god I love you / I mean forever / I left my body behind to break the news / looks like it's over / please remember all of the things I never got a chance to say / like you look smashing in your fourth grade picture the one that we hung by the door / in our house that was so beautiful / there in our little home
if this medication upsets your stomach / take it with crackers bread or a small meal / we understand it won't do shit towards the cure / but if you buy this I promise you're gonna like the way it makes you feel
is it the red wire or the blue wire / just pick one and cut / it just doesn't matter anymore / or did it ever / cause I could never control when the bomb would explode / oh god I love you / I mean forever / I left my body behind to break the news / looks like it's over / please remember all of the things I never got a chance to say / like you look smashing in your fourth grade picture the one that we hung by the door / in our house that was so beautiful / there in our little home
is it the red wire or the blue wire / just pick one and cut / it just doesn't matter anymore / or did it ever / cause I could never control when the bomb would explode / oh god I love you / I mean forever / I left my body behind to break the news / looks like it's over / please remember all of the things I never got a chance to say / like you look smashing in your fourth grade picture the one that we hung by the door / in our house that was so beautiful / there in our little home
if this medication upsets your stomach / take it with crackers bread or a small meal / we understand it won't do shit towards the cure / but if you buy this I promise you're gonna like the way it makes you feel
is it the red wire or the blue wire / just pick one and cut / it just doesn't matter anymore / or did it ever / cause I could never control when the bomb would explode / oh god I love you / I mean forever / I left my body behind to break the news / looks like it's over / please remember all of the things I never got a chance to say / like you look smashing in your fourth grade picture the one that we hung by the door / in our house that was so beautiful / there in our little home
Saturday, July 2, 2005
I HAVE NO FRIENDS AND I AM UGLY
Sfattume post pugna.
Moritura vobis salutat.
Sono pattume vivente, ma ho sfoggiato la schiena tutta la sera ed è stato divertente vedere facce stranite sgrondolare le pupille appannate dietro alla mia bianca e tatuata pelle che sgommava in vespa.
Mi sono infronzolita per una festa pettinata fuori città. Villone con piscina e prato spazzolato a mano. Gente troppo piemontese e nemmeno la consolatio alcolica.
PACCO.
Ieri sono stata con Kaneda a vedere Aphex Twin che suonava gratis sotto casa mia - e non è una battuta.
Sono praticamente scesa in ciabatte.
Avrei un sacco di cose da dire sul concerto e su tutta la Torino che conta che non conta che vorrebbe contare ma non può che potrebbe contare ma non gliene frega un cazzo e via discorrendo, ma la testa mi rimbomba e ho appena ricevuto un invito a continuare la serata alcolica degli altri.
Peccato siano le quattro del mattino e io indossi di già una maglietta con dei gatti e un paio di boxer porsche.
L'avvenenza in certi casi è la prima cosa.
Per rilassarmi disegno tapezzerie.
Questo vi dia dimensione del mio minuscolo essere.
Da grande mi comprerò un grattacielo solo per poter scrivere illuminando le finestre il titolo di questo post.
NON HO AMICI E SONO BRUTTA
NON HO AMICI E SONO BRUTTA
NON HO AMICI E SONO BRUTTA
NON HO AMICI E SONO BRUTTA
Mica cazzi fratelli.
Moritura vobis salutat.
Sono pattume vivente, ma ho sfoggiato la schiena tutta la sera ed è stato divertente vedere facce stranite sgrondolare le pupille appannate dietro alla mia bianca e tatuata pelle che sgommava in vespa.
Mi sono infronzolita per una festa pettinata fuori città. Villone con piscina e prato spazzolato a mano. Gente troppo piemontese e nemmeno la consolatio alcolica.
PACCO.
Ieri sono stata con Kaneda a vedere Aphex Twin che suonava gratis sotto casa mia - e non è una battuta.
Sono praticamente scesa in ciabatte.
Avrei un sacco di cose da dire sul concerto e su tutta la Torino che conta che non conta che vorrebbe contare ma non può che potrebbe contare ma non gliene frega un cazzo e via discorrendo, ma la testa mi rimbomba e ho appena ricevuto un invito a continuare la serata alcolica degli altri.
Peccato siano le quattro del mattino e io indossi di già una maglietta con dei gatti e un paio di boxer porsche.
L'avvenenza in certi casi è la prima cosa.
Per rilassarmi disegno tapezzerie.
Questo vi dia dimensione del mio minuscolo essere.
Da grande mi comprerò un grattacielo solo per poter scrivere illuminando le finestre il titolo di questo post.
NON HO AMICI E SONO BRUTTA
NON HO AMICI E SONO BRUTTA
NON HO AMICI E SONO BRUTTA
NON HO AMICI E SONO BRUTTA
Mica cazzi fratelli.
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